Il Comune vuole l’ex caserma De Amicis

Il Demanio, fallita l’operazione vendita, pronto a cedere all’ente la struttura che potrebbe accogliere Saca e Cogesa
SULMONA. Potrebbe essere ceduta al Comune anche l’ex caserma De Amicis. Il Demanio, visto il fallimento dell’operazione vendita avviata nel 2013, fa retromarcia rispetto alla concessione del bene, negata nel 2014, per evitare che continui a deteriorarsi tra infiltrazioni e guano di piccioni, senza che nessuno la utilizzi. Così, martedì pomeriggio, alcuni funzionari del Demanio sono arrivati in città e hanno portato le chiavi della struttura di via Gramsci. Una volta aperta una delle porte di ingresso e salita una gradinata in marmo, ormai irriconoscibile a causa del guano di piccione (che sarà tolto a breve, visto che è stata pubblicata la gara per i lavori di bonifica), si arriva su uno splendido loggiato con vista su un vasto cortile interno con giardino, dove affacciano tutte le stanze e quelli che una volta erano gli appartamenti degli ufficiali. Scendendo una gradinata si arriva nella corte e facendosi strada fra erbacce e rovi si guadagna il centro della struttura. È da questa posizione che ben si comprende la vastità della costruzione. Si tratta di un’area complessiva di 11.292 metri quadri, 1.391 dei quali (tutti coperti) si uniscono sul lato opposto dell’isolato all’ex caserma Pace, una volta sede dell’Organizzazione penitenziaria militare e ora dell’Università e di alcuni uffici comunali.
Un fortino della sicurezza in centro città, dunque, a pochi passi da piazza XX Settembre e dalle posizioni strategiche della villa comunale, del ponte Capograssi e di piazza Garibaldi. Una location perfetta, insomma, per far tornare uffici e servizi in centro storico. Ecco perché martedì pomeriggio al sopralluogo all’interno della ex caserma, il sindaco Annamaria Casini e l’assessore all’Urbanistica Antonio Angelone hanno invitato i presidenti di Cogesa, Vincenzo Margiotta, e Saca, Luigi Di Loreto.
«Questa è una iniziativa voluta con forza dall’amministrazione comunale», spiegano Casini e Angelone, «per rivalorizzare una parte del centro storico, riportando uffici, servizi e persone. Si parla di circa 120 addetti pronti a occupare quegli spazi. Da una prima valutazione visiva il luogo è di gradimento dei rispettivi presidenti per spostarvi le loro strutture amministrative e inserire spazi culturali relativi ai loro servizi, come un museo dell’acqua o un centro di educazione ambientale». Le strutture come queste, infatti, vengono concesse dal Demanio agli enti locali a condizione che sia prevista una rivitalizzazione culturale, che può convivere con la presenza di uffici e servizi. Il sopralluogo è arrivato due giorni prima della seconda riunione di commissione che sarà aperta ai commercianti, che rivendicano una rivitalizzazione del centro storico, soprattutto riaprendo le porte a uffici e servizi.
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