Il conservatorio “Alfredo Casella” avrà la nuova sede a palazzo Carli

L’annuncio del direttore Piermarini arriva durante l’apertura del 50esimo anno accademico Sono già 800 gli iscritti quest’anno, la metà dei quali arriva da fuori. Ieri applaudito concerto
L'AQUILA. Potrebbe essere palazzo Carli la nuova sede del conservatorio “Alfredo Casella”, da otto anni e mezzo senza casa dopo che la sede del centro storico è rimasta danneggiata dal terremoto e oggi ospitato in una struttura polifunzionale in zona Acquasanta. Una struttura costruita dalla Protezione civile subito dopo il sisma in appena 35 giorni, ma adesso torna l'esigenza di dotarsi di una sede definitiva. A sottolinearlo è stato ieri, nel giorno dell'inaugurazione dell'anno accademico, il direttore Giandomenico Piermarini, favorevole a una soluzione nell'edificio che un tempo ospitava il rettorato dell'Università dell'Aquila, collocazione “degna” di un'istituzione che voglia competere con le altre, circa 80 (di cui 74 statali come il Casella), in Italia. Quella di ieri è stata l'inaugurazione del 50esimo anno accademico per il conservatorio aquilano, che vede crescere i suoi iscritti nonostante le difficoltà post-sisma e una riforma che getta molta confusione nel futuro dei conservatori italiani. Sono già 800 gli studenti iscritti quest'anno, di cui il 50% fuori sede, un numero destinato a crescere dato che c'è tempo ancora fino a gennaio per regolarizzare le iscrizioni. La cerimonia – alla quale hanno partecipato le associazioni culturali e musicali della città e l'amministrazione comunale, rappresentata dal vicesindaco Guido Quintino Liris e dall'assessore alla Cultura, Sabrina Di Cosimo – è stata accompagnata da un concerto articolato e coinvolgente su brani di Mays, Haydn, Bellini affidati ai giovani musicisti Mattia Parissi, Alessandro Pagliari, Elisa Tosca De Angelis, Alessandro Rosi, Lorena Grazia Scarselli e l'orchestra sinfonica degli studenti del conservatorio. Sala stracolma, una festa d'inizio anno «per una realtà vitale che non è soltanto un luogo in cui si fa musica, ma una piccola azienda che porta 150 posti di lavoro sul territorio e che produce un indotto di tutto rilievo», ha detto Piermarini, che esorta chi amministra il territorio «a essere vicino al conservatorio in questo periodo di trasformazioni, in cui si parla di accorpamenti, di riduzione del numero delle sedi e di riorganizzazione. Ritengo importante che il conservatorio mantenga alta l'asticella della sua offerta formativa ma con il sostegno di tutti». Piermarini ha accolto la proposta della sede (lanciata dall'amministrazione comunale) a palazzo Carli, ma si è detto «consapevole della complessità della sua realizzazione» da un punto di vista progettuale. «La mia perplessità sta nel fatto che quando si va a toccare un edificio storico, poi molto spesso esce un vincolo che rischia di bloccare tutto, ma sono fiducioso». Il problema, per il direttore del conservatorio, «è avere una sede con cui poterci presentare a questa sorta di “benchmark” delle sedi italiane, un posto di alto rango. Il tiro in porta, ora, spetta all'amministrazione comunale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

