«Il consiglio? No, grazie» Rinunciano Fauci e Cinotti

22 Settembre 2019

Dopo Tirimacco altri due rifiuti per sostituire il dimissionario Ranalli E il Pd torna ad accusare Di Masci: «Masaniello senza popolo, staccare la spina»

SULMONA. Entrare in consiglio comunale era una delle massime aspirazioni di ogni cittadino. Ora invece sembra che far parte dell’assemblea civica sia piuttosto un fastidioso fardello che nessuno vuole più accollarsi sulle spalle. Dopo l’annunciata rinuncia di Simone Tirimacco, chiamato come primo dei non eletti a sostituire il dimissionario Fabio Ranalli, anche Claudia Fauci, simpatizzante del centrodestra e in procinto di entrare a far parte della Lega, sarebbe orientata a dire no. Così come l’imprenditrice del mondo della moda per bambini Cinzia Cinotti, impegnata in giro per l’Italia in mostre e fiere. Subito dopo, tra i candidati più votati alle ultime amministrative del giugno 2016 c’è un’altra donna, la commercialista Marina Bianco, che potrebbe essere l’unica a cogliere l’occasione. Uno scenario che la dice lunga sullo scarso appeal che ormai esercita l’istituzione comunale verso i cittadini e soprattutto verso chi si è presentato alle elezioni con l’intenzione di diventare consigliere comunale.
Nel frattempo, sembra ingarbugliarsi anche la scelta del nuovo vice presidente del consiglio comunale che dovrà essere eletto subito dopo la surroga del nuovo membro dell’assise civica, al posto del dimissionario Ranalli. All’inizio la scelta sembrava dovesse ricadere su Andrea Ramunno o Deborah D’Amico attuale segretario d’aula. Il primo sembra destinato a candidarsi come rappresentante del Comune di Sulmona al consiglio provinciale, la seconda è invece pronta a restare con l’incarico che ricopre. Resterebbero i soli Antonio Di Rienzo e Bruno Di Masci, con Di Rienzo che ha già escluso, per motivi personali, un suo coinvolgimento. Di Masci, proprio per dare al ruolo istituzionale una figura di comprovata esperienza politica, potrebbe alla fine accettare la vice presidenza consiliare.
Intanto, sulle dimissioni di Ranalli è intervenuto il circolo sulmonese del Pd che in un duro comunicato, facendo leva proprio sugli annunciati rifiuti, punta il dito contro Bruno Di Masci definendolo «un Masaniello senza più popolo, prigioniero insieme alla sempre più inconsapevole sindaca nel fortino di Palazzo San Francesco, in spasmodica attesa di chi possa giungere a liberali».
«Quando si vuole cancellare la politica pensando di poterla sostituire con accordicchi basati sullo scambio di favori ed interessi di piccolo cabotaggio», sottolineano dal circolo commissariato del Pd, «il risultato non può che essere quello di collezionare figuracce a ripetizione allontanando inesorabilmente dalla politica. L’accanimento terapeutico è una pratica di dubbia moralità. Staccate la spina».
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