Il consiglio si riunisce per vietare il palco di Sanremo a Junior Cally

Trasacco, proteste per la presenza al Festival della canzone del rapper autore della canzone “Strega” Il sindaco Lobene: «Le sue parole incitano alla violenza contro le donne, la Rai deve fare dietrofront»
TRASACCO. Palco dell’Ariston da “vietare” a Junior Cally, il rapper autore di “Strega”, il brano che ha fatto scandalo nel 2017, per il «concentrato di volgarità all’indirizzo delle donne». A Trasacco, la partecipazione del rapper romano alla 70esima edizione del Festival di Sanremo, condotta da Amadeus, finirà negli annali degli atti pubblici del consiglio comunale: la presidente, Sara Di Salvatore, ha convocato l’assise civica in seduta straordinaria per censurare la presenza dell’autore di “Strega” al Festival di Sanremo e, quindi, sullo schermo pubblico di “mamma Rai”. Il consiglio con all’ordine del giorno la «formale protesta in ordine alla presenza del cantante Junior Cally al festival della canzone italiana», è in agenda per martedì alle 18. La lunga sfilza di polemiche e proteste contro la presenza del rapper romano, al quale non sono bastate le scuse per placare l’indignazione, quindi, si appresta a diventare un affare di Stato.
«L’idea che sulle donne e sulla violenza di genere si possa pensare o peggio dire qualunque cosa», afferma il giovane sindaco, Cesidio Lobene, «purché pronti subito dopo a dirsi dispiaciuti o a rivendicare licenze artistiche non riabilita il cantante rapper che in passato, nei propri brani musicali ha usato espressioni sul femminicidio e violenza: tanto per farsi un’idea dovrebbe incontrare queste donne dal volto e il cuore tumefatto per comprendere che nessuna espressione artistica giustifica l’utilizzo di frasi che fanno riferimento ad azioni gravi e inqualificabili contro la donna. Strega, o meglio, quelle parole pesantissime, verso la donna, insomma, non si cancellano con un mea culpa. Al signor Cally», sottolinea Lobene, «vogliamo ricordare che esiste una Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica scritta a Istanbul dal Consiglio d’Europa nel 2011 e ratificata dall’Italia nel 2013. Quell’atto è il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante volto a creare un quadro normativo completo a tutela delle donne contro qualsiasi forma di violenza».
La convenzione mette in risalto la necessità di dar vita a una rete sociale nazionale e internazionale per prevenire, combattere e perseguire gli atti di violenza contro le donne attraverso una maggiore cooperazione e l’armonizzazione delle leggi internazionali.
«Questo strumento», chiosa il sindaco, «non ha solo l’obiettivo di combattere e punire le forme di violenza nei confronti delle donne, ma anche di puntare alla prevenzione, alla tutela, all’educazione e alla messa a punto di politiche sociali integrate mirate alla tutela». Principi “violati” da quel brano del rapper che, per molti, istiga al femminicidio e che, dunque, «non può partecipare al festival della canzone italiana». (m.s.)
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