Il Consorzio di bonifica non paga Pignorati i versamenti dei soci

4 Dicembre 2021

L’iniziativa promossa dall’avvocato di un imprenditore che vanta un credito di 10mila euro L’ente ha le casse vuote, così nel mirino sono finiti i canoni per l’acqua dovuti dagli agricoltori

PRATOLA PELIGNA. Il Consorzio di bonifica Aterno-Sagittario rischia di rimanere totalmente a secco, almeno per quanto riguarda le sue casse. Ciò soprattutto se il tribunale di Sulmona darà seguito alla richiesta di un imprenditore della Valle Peligna che dopo aver tentato in tutte le maniere di incassare, senza successo, un credito di 10mila euro arrivando anche a pignorare i conti del Consorzio di bonifica, ha deciso di cambiare strategia avviando l’azione di recupero nei confronti degli agricoltori soci.
In sostanza l’avvocato Alessandro Margiotta che assiste l’imprenditore creditore, ha pignorato gli introiti derivanti dalle bollette degli utenti e quindi dai clienti del Consorzio che pagano l’acqua per l’irrigazione dei loro terreni. In buona sostanza il legale ha notificato il credito vantato verso il Consorzio di bonifica agli utenti che ora, invece di versare il denaro all’ente, per l’acqua necessaria per l’irrigazione dei campi, dovranno fare i versamenti sul conto corrente dell’imprenditore fino alla copertura della somma vantata.
«Abbiamo tentato in tutte le maniere di recuperare il credito nei confronti del Consorzio di bonifica, arrivando anche ad avviare la procedura per poter pignorare i conti in banca», spiega l’avvocato Alessandro Margiotta, «ma sul conto corrente non abbiamo trovato un euro, così abbiamo deciso di percorrere un’altra strada pignorando le somme che i soci agricoltori devono versare al Consorzio. Questo è l’unico modo per recuperare quanto dovuto perché tutte le altre azioni che abbiamo intrapreso si sono rivelate vane».
Un ricorso che potrebbe provocare delle ripercussioni a catena mettendo in ginocchio definitivamente il Consorzio di bonifica, che con l’avvento della gestione commissariale, non sembra aver risolto i suoi tanti problemi.
Altri creditori, e se ne contano decine, potrebbero infatti seguire l’esempio dell’imprenditore sulmonese, chiedendo i soldi direttamente agli agricoltori i quali, si verrebbero a trovare tra l’incudine e il martello, togliendo le vitali risorse al Consorzio che senza il contributo della Regione, deve far quadrare i conti solo ed esclusivamente con i versamenti derivanti dalle bollette che arrivano dai soci.
E senza le necessarie entrate non potranno essere pagati gli stipendi ai dipendenti e neppure i servizi e gli interventi di manutenzione per garantire l’acqua agli agricoltori. Insomma, la situazione per il Consorzio di bonifica, con sede a Pratola Peligna, non è per niente tranquilla e, se non arriverà in soccorso la Regione, sarà molto difficile che tutto possa risolversi nel giro di poco tempo.
Sulla questione del pignoramento bocche cucite dal Consorzio e dallo stesso commissario regionale Adelina Pietroleonardo, irraggiungibile telefonicamente.
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