Il contagio non concede tregua Ospedale di nuovo in affanno

Posti letto esauriti nei reparti che accolgono i pazienti contagiati, pesano gli arrivi dalla Marsica Marinangeli: «Situazione pesante». Vaccini, l’Asl punta a quota tremila somministrazioni al giorno
L’AQUILA . Il virus non dà tregua. Nonostante la campagna vaccinale cresca con il passare dei giorni e punti a superare la soglia delle tremila somministrazioni giornaliere a stretto giro, il contagio corre e continua fare paura. «Siamo di nuovo sotto pressione», rivela il primario di Rianimazione al San Salvatore Franco Marinangeli e con l’ospedale in affanno per la nuova ondata di ricoveri s’innesca anche la polemica sull’esiguità dei tamponi fatti e delle vaccinazioni durante i due giorni di festa.
L’ALLARME. Proprio tra la Pasqua ieri i reparti che accolgono i pazienti contagiati sono entrati in fase critica. «Una situazione pesante», la definisce Marinangeli, «dovuta alla recrudescenza delle infezioni». I ricoveri arrivano in gran parte dalla Marsica, la zona dove soprattutto la variante brasiliana del Covid-19 sta colpendo durissimo tra la popolazione, e i posti letto disponibili sono praticamente azzerati. A sopportare il carico maggiore sono così i reparti cosiddetti “a bassa intensità di cure”. Per il primario, però, la questione non è tanto legata alla capacità delle strutture di reggere l’impatto dell’impennata di contagi quanto ai comportamenti individuali. «L’atteggiamento mentale rispetto alle prime ondate non è cambiato», sottolinea il medico che di recente ha anche ricoperto l’incarico di direttore sanitario della Asl, gestendo direttamente la risposta all’emergenza Sars-Cov-2, «siccome è Pasqua di pensa di poter fare tutto». Dalle parole di Marinangeli trapela anche un pizzico di scoraggiamento: «Ripetere sempre le stesse cose diventa anche inutile e noioso». Le limitazioni possono essere le più ferree possibili, ma da sole non bastano a frenare la diffusione esponenziale del virus. «Il problema non risiede nelle regole fissate da altri», osserva, «ma da quello che dobbiamo fare noi».
LA RISPOSTA. Al di là dei comportamenti, che a detta del primario restano quanto meno disattenti, l’unica reazione possibile resta l’intensificazione dell’attività di immunizzazione. «Già da oggi avremo un ulteriore aumento della capacità di vaccinazione», spiega il primario, «perché sono in arrivo nuovi quantitativi di dosi in modo costante». Marinangeli tiene a precisare che la logistica è ormai collaudata. «A livello organizzativo ci siamo», sottolinea, «e abbiamo anche somministrato 2.200 dosi al giorno». Il dato, a detta del primario, è rapidamente destinato a crescere. Tanto che le somministrazioni arriveranno a breve alle tremila al giorno.
LA POLEMICA. A riscontrare un rallentamento nell’attività, invece, è Riccardo Persio ricercatore aquilano che elabora dai sul Covid. I 327 tamponi e i 16 test antigenici, da cui sono stati accertati 19 contagi, comunicati ieri dall’assessorato regionale alla sanità, secondo lui rappresentano un numero troppo basso per tentare di contenere la diffusione del contagio. «Ieri (domenica ndr) in Abruzzo sono stati somministrati poco più di mille vaccini, in Lazio quasi 20mila», fa sapere, «abbiamo perso un giorno, gli altri vaccinano e l’epidemia avanza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

