Il Covid corre, altre chiusure

Stop temporanei alla didattica, a Magliano farmacisti contagiati e attività sospesa
AVEZZANO. Non si arresta l’ondata di grave emergenza sanitaria nella Marsica dove ieri i positivi sono stati 31, ma molti non sono stati ancora segnalati dall’azienda sanitaria ai sindaci. Chiuse altre scuole e ci sono ordinanze stringenti da parte delle amministrazioni comunali.
I CASI. Il luogo più colpito della Marsica continua a essere Avezzano, dove si registrano 419 casi totali dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Ci sono 322 persone in sorveglianza attiva mentre sono 352 quelle attualmente positive. In città finora si sono registrati 15 decessi, mentre le guarigioni sono state 52. Nella sola giornata di ieri l’assessorato regionale alla Sanità ha segnalato 21 persone contagiate. Altri positivi sono stati segnalati nei comuni di Civitella Roveto, dove si registrano tre nuovi casi che portano il totale degli attualmente positivi a 23, due a Gioia dei Marsi, uno a Tagliacozzo e un alunno a Balsorano. Ad Aielli, invece, su 14 tamponi antigenici effettuati in paese 4 sono risultati positivi.
STOP ALLA DIDATTICA. Proprio a causa della positività di un bambino che frequenta la scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo di Balsorano è stata disposta la chiusura temporanea, in via precauzionale, della sede di San Vincenzo Valle Roveto. Vista l’interazione che il ragazzo può aver avuto con gli altri alunni, con i docenti e il personale, anche al fine di monitorare al meglio l’evoluzione della situazione, i sindaci di Balsorano e San Vincenzo Valle Roveto, rispettivamente Antonella Buffone e Giulio Lancia, hanno deciso la chiusura, in via cautelativa, della scuola. Le attività didattiche riprenderanno mercoledì. A Capistrello, dove attualmente i positivi hanno raggiunto quota 48, l’opposizione ha chiesto la chiusura immediata delle scuole. «Le notizie sul numero dei contagiati a Capistrello sono sempre più gravi e i positivi aumentano di giorno in giorno: è quantomai necessario ed urgente intervenire», hanno precisato i consiglieri di minoranza Bussi, Di Felice, Silvestri e Salvati. «Abbiamo chiesto la convocazione del consiglio comunale con urgenza per confrontarci e adottare insieme misure di contrasto alla diffusione del virus. È necessario chiudere subito gli uffici comunali fino a quando non sarà chiarita ufficialmente la presenza o meno di dipendenti e di amministratori positivi. Altro aspetto da affrontare è quello delle scuole: bisogna chiudere e sanificare, come sta avvenendo in molti comuni del circondario, e lavorare a una rete per ottenere uno screening continuo, in collaborazione con i medici di base. Per riuscire con efficacia in quest’operazione di monitoraggio, si provveda immediatamente all’acquisto dei tamponi antigenici da mettere a disposizione della cittadinanza».
FARMACIA CHIUSA. Farmacisti contagiati e attività chiusa a Magliano de’ Marsi. Ieri il primo cittadino, Pasqualino Di Cristofano, ha comunicato che è stato necessario chiudere temporaneamente la farmacia del paese a seguito della positività di alcuni dipendenti. «La farmacista, che ringrazio, mi ha spiegato lo stato di salute dei suoi collaboratori», ha precisato il sindaco, «sono tutti in buona salute, completamente asintomatici. Hanno effettuato il tampone per essere venuti a contatto extra-farmacia con positivi asintomatici. Due di quelli processati in una struttura privata sono risultati positivi, l’altro eseguito nei laboratori Asl è in attesa di risposta». La farmacia dovrebbe riaprire lunedì. OSPEDALE AL COLLASSO. Intanto, Italia Viva – con il suo coordinatore cittadino Maurizio Pendenza – è intervenuta sullo stato di emergenza in cui versa l’ospedale di Avezzano e in particolare il Pronto soccorso. «È fondamentale per un pronto soccorso avere un organico pieno per poter visitare quelle persone che arrivano con patologie non gravi e che, però, sono costrette a lunghe attese, a volte anche di 12 ore», ha detto Pendenza. «In un momento così delicato per il propagarsi del Coronavirus le difficoltà per gli operatori sanitari e i medici diventano veramente insormontabili. Ed è necessario rivedere anche il ruolo degli ospedali di Pescina e Tagliacozzo».
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