Il dj denunciato: solo un equivoco

La polizia chiamata da un residente che non riusciva a dormire
SULMONA. «In riferimento a quanto accaduto voglio precisare che mi ritengo del tutto estraneo ai fatti contestati; nel contempo però è mio dovere pure evidenziare che non era mia intenzione offendere o molestare i cittadini e quindi figuriamoci le forze di polizia intervenute sul posto».
È B.F., il dj denunciato dalla polizia per oltraggio e resistenza, oltre che per disturbo della quiete pubblica, che, all’indomani della notifica del provvedimento giudiziario aperto nei suoi confronti, interviene per spiegare la sua versione dei fatti, ma soprattutto per ridimensionare l’accaduto.
«Ritengo sia dovere delle forze di polizia provvedere ai necessari controlli e garantire il rispetto delle regole», sottolinea il dj, che è difeso dall’avvocato Alessandro Margiotta, «e per questo, ribadendo la mia totale estraneità a ogni forma di condotta assunta in spregio alla legge, mi associo all’operato degli agenti con i quali mi scuso se sia potuto verificare un banale fraintendimento. Tanto dovevo per mia dignità personale e per rispetto di chi esercita una funzione pubblica di primaria importanza».
La polizia era intervenuta su sollecitazione di un residente che non riusciva a dormire. (c.l.)
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