Il fagiolo bianco di Frattura al Salone del Gusto a Torino

SCANNO. Il fagiolo bianco di Frattura, riconosciuto come coltivazione rara da preservare per il valore di custodia che hanno saputo mantenere gli orticoltori, sarà presente al Salone internazionale...
SCANNO. Il fagiolo bianco di Frattura, riconosciuto come coltivazione rara da preservare per il valore di custodia che hanno saputo mantenere gli orticoltori, sarà presente al Salone internazionale del Gusto Terra Madre. L’appuntamento si terrà da 19 al 25 settembre a Torino e a rappresentare Frattura, frazione di Scanno, ci sarà l’antropologa Anna Rizzo.
Frattura, situata a 1250 metri di altezza, fortemente legata a un’economia rurale in quota che ne ha contraddistinto il paesaggio, ha riconosciuto nelle coltivazioni del fagiolo bianco un elemento di continuità tra il vecchio insediamento distrutto dal sisma della Marsica e il nuovo paese, costruito a un chilometro di distanza in una posizione più sicura. Il forte senso di radicamento alla tradizione agricola e agli orti di famiglia ha fatto sì che le coltivazioni divenissero un presidio indiretto contro l’abbandono definitivo di Frattura Vecchia.
La zona un tempo adibita a baracche, oggi si presenta invece come un’area coltivata.
La produzione del fagiolo è rimasta legata all’agricoltura manuale e nessun mezzo meccanico interviene durante le procedure. Tutte le fasi produttive nel corso dei secoli sono rimaste invariate, così come l’uso del letame di pecora locale e la qualità delle acque. I coltivatori del fagiolo si sono impegnati a redigere un decalogo un cui riconoscono i principi e i valori dell’imparare a produrre il cibo, dalla trasmissione dei semi, al tutoraggio verso i nuovi contadini, dal garantire l’originalità del seme al mantenimento dell’habitat in cui finora è cresciuto. Le attività di documentazione e di ricerca tuttora in corso sull’agricoltura storica e sulla sociologia rurale, sono state realizzate dalla Missione Fluturnum che aderisce al progetto Pecus.
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