Il fagiolo bianco di Monticchio dà il via alle sagre

Nella frazione aquilana festa con tremila visitatori agli stand Mobilitazione dei giovani per la riuscita dell’iniziativa
L’AQUILA. Oltre 3mila persone alla seconda edizione della Sagra del fagiolo Aquilano, a Monticchio, organizzata dai volontari dell’associazione «Il tarlo del fagiolo aquilano». Il clima estivo ha attirato tanta gente agli stand gastronomici. Zuppa di fagioli, legumi e farro; cotiche e fagioli; «scuitti e fasciori» (pasta ammassata); baccalà con fagioli; pizza fritta (ne sono state vendute più di mille) e tanto altro, tutto preparato a mano dalle donne e dagli uomini di Monticchio. Al centro della sagra «il vero fagiolo di Monticchio, essiccato come da tradizione e tramandato in modo originale e genuino da 800 anni, di famiglia in famiglia», spiegano in coro i volontari, tra cui Annarita Gagliardoni, Katiuscia Aniballi, Massimo De Simone, Sabatino Nardecchia, Palmerino Milani, Giovanni Civisca e Tonino Sacchetti. Una festa resa possibile anche grazie ai giovani, che hanno impegnato il loro tempo per allestire stand e cucine. Tra loro Edoardo Marucci, Daniele Gottastia e Alessandro Nardecchia dello stand per la vendita del cocomero. Oltre 1,5 quintali di fagioli usati (tra cui 75 chili sono i bianchi di Monticchio, gli altri vengono da Onna), 70 kg di baccalà e 27 di scuitti. Festa giovane, nata 2 anni fa, che intende esaltare una varietà di fagiolo «tipica di Monticchio e quasi unica, distinguibile da quella di Paganica», per gli organizzatori, «perché ha una pelle sottile che si scioglie in bocca e lo rende compatto come un biscotto e digeribilissimo».
Marianna Gianforte
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