Il fagiolo bianco di Monticchio dà il via alle sagre

1 Luglio 2014

Nella frazione aquilana festa con tremila visitatori agli stand Mobilitazione dei giovani per la riuscita dell’iniziativa

L’AQUILA. Oltre 3mila persone alla seconda edizione della Sagra del fagiolo Aquilano, a Monticchio, organizzata dai volontari dell’associazione «Il tarlo del fagiolo aquilano». Il clima estivo ha attirato tanta gente agli stand gastronomici. Zuppa di fagioli, legumi e farro; cotiche e fagioli; «scuitti e fasciori» (pasta ammassata); baccalà con fagioli; pizza fritta (ne sono state vendute più di mille) e tanto altro, tutto preparato a mano dalle donne e dagli uomini di Monticchio. Al centro della sagra «il vero fagiolo di Monticchio, essiccato come da tradizione e tramandato in modo originale e genuino da 800 anni, di famiglia in famiglia», spiegano in coro i volontari, tra cui Annarita Gagliardoni, Katiuscia Aniballi, Massimo De Simone, Sabatino Nardecchia, Palmerino Milani, Giovanni Civisca e Tonino Sacchetti. Una festa resa possibile anche grazie ai giovani, che hanno impegnato il loro tempo per allestire stand e cucine. Tra loro Edoardo Marucci, Daniele Gottastia e Alessandro Nardecchia dello stand per la vendita del cocomero. Oltre 1,5 quintali di fagioli usati (tra cui 75 chili sono i bianchi di Monticchio, gli altri vengono da Onna), 70 kg di baccalà e 27 di scuitti. Festa giovane, nata 2 anni fa, che intende esaltare una varietà di fagiolo «tipica di Monticchio e quasi unica, distinguibile da quella di Paganica», per gli organizzatori, «perché ha una pelle sottile che si scioglie in bocca e lo rende compatto come un biscotto e digeribilissimo».

Marianna Gianforte

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