Il Fai rilancia l’eremo di Celestino

SULMONA. Il successo delle due giornate del Fai, che hanno portato centinaia di persone all’eremo di Celestino V, spinge l’associazione celestiniana a rilanciare la riqualificazione dell’area. «Le...
SULMONA. Il successo delle due giornate del Fai, che hanno portato centinaia di persone all’eremo di Celestino V, spinge l’associazione celestiniana a rilanciare la riqualificazione dell’area. «Le giornate, grazie anche al bel tempo, hanno riscosso grande successo e un’affluenza al limite delle nostre capacità», dice Giulio Mastrogiuseppe, presidente dell’associazione celestiniana. «Con grande soddisfazione di organizzatori e partecipanti. Ma, soprattutto, hanno consentito di riaccendere i riflettori sul luogo più importante in Abruzzo sotto il profilo spirituale, religioso, storico e ambientale, ma tuttora marginale e sprovvisto delle infrastrutture minime e indispensabili alla sua piena fruizione. La sua valorizzazione, perseguita da anni solo dalla perseveranza dell’associazione celestiniana e come queste giornate hanno ulteriormente confermato, potrebbe rappresentare il fiore all’occhiello per attrarre turismo nelle zone interne e un incentivo a generare concretamente economia con l’ambiente e la cultura. Queste giornate hanno confermato anche un’altra nostra convinzione, ovvero che è indispensabile il gioco di squadra». Lo chalet di Santo Onofrio, gestito dall’associazione celestiniana, è chiuso da nove anni prima per un problema di sicurezza sul sentiero e poi per un cavillo legato agli usi civici. Il problema della proprietà comunale su un terreno demaniale, era stata sollevata nel 2015 dall’allora consigliere di minoranza Luigi La Civita. Un cavillo che di fatto ha bloccato l’attività dell’unico punto ristoro della zona. (f.p.)
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