Il fronte del no resta compatto: struttura inutile, vecchia nel 2030

6 Ottobre 2022

Secondo i comitati cittadini per l’ambiente e il coordinamento No hub del gas l’emergenza gas per la quale c’è la necessità di velocizzare i tempi di realizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno e...

Secondo i comitati cittadini per l’ambiente e il coordinamento No hub del gas l’emergenza gas per la quale c’è la necessità di velocizzare i tempi di realizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno e della centrale di compressione del gas di Case Pente a Sulmona è solo un pretesto. Gli attivisti Mario Pizzola, Giovanna Margadonna e Riccardo Verrocchi nei giorni scorsi, a seguito della diffusione della notizia di un approvazione da parte del Governo dell’iter per la creare l’infrastruttura, hanno segnalato che la realizzazione della centrale di Sulmona, alla quale si andrebbero poi ad allacciare tre gasdotti per un totale di 443 chilometri di tubazioni, non potrà dare risposte immediate all’emergenza gas. Secondo i referenti dei comitati cittadini per l’ambiente e del coordinamento No hub del gas visto che l’infrastruttura non sarà ultimata prima del 2027 non servirà per fronteggiare la problematica insorta a causa del conflitto tra Ucraina e Russia. Gli amministratori di Sulmona, invece, con il sindaco Gianfranco Di Piero in testa, hanno sollevato anche la questione relativa alle scelte dell’Unione europea in tema di gas. L’Europa infatti ha stabilito che entro il 2030 andrà ridotta la dipendenza da gas fossili ed entro il 2050 dovrà essere del tutto annullata. Secondo i rappresentanti istituzionali locali, quindi, si rischia di realizzare un’infrastruttura che dopo soli tre anni potrebbe essere già obsoleta. (e.b.)