Il Fucino senza braccianti: in 800 aspettano il rientro

13 Maggio 2023

Ancora ostacoli per il ritorno dei lavoratori stagionali, aziende agricole in allarme Si attende ancora il rilascio del visto da parte delle ambasciate, ma l’iter è lento

AVEZZANO. Non c’è ancora traccia degli ottocento lavoratori stranieri richiesti dalle aziende agricole del Fucino per l’imminente stagione estiva. L’iter che avrebbe dovuto riportarli nella Marsica sta subendo nuovi ritardi: “colpa” delle procedure macchinose per il rilascio dei visti lavorativi da parte delle ambasciate italiane nei Paesi di origine dei braccianti. A inizio mese era arrivato il nulla osta da parte del ministero dell’Interno - tramite la prefettura dell’Aquila - che aveva dato il via al rientro in Italia dei lavoratori, provenienti per lo più dal Nordafrica. Si tratta di circa ottocento lavoratori specializzati (un migliaio per tutta la provincia) in grado di colmare la carenza di manodopera nella piana fucense, messa già in ginocchio dalla siccità cronica. Sono 80 le domande presentate da Confagricoltura L’Aquila. «Il problema», conferma Eleonora Cieri, del servizio sindacale di Confragricoltura L’Aquila, «sta nei tempi lunghi per il rilascio del visto da parte delle ambasciate italiane». La stagione estiva ormai alle porte impone tempi stretti. «Ci auguriamo», continua ancora Cieri, «che i lavoratori possano rientrare nel Fucino entro il prossimo mese, considerando che la stagione sarà in fase di chiusura tra settembre e ottobre». La procedura prevista dal decreto flussi è piuttosto complessa: le domande – presentate sia dai singoli datori di lavoro che dalle aziende – sono state esaminate da Viminale e prefettura, che hanno successivamente rilasciato il nulla osta. Ora la palla è passata tra le mani delle ambasciate per il rilascio del visto necessario alla firma del contratto di lavoro tra datori e braccianti. In base al decreto flussi, le quote riservate dal ministero alle istanze di lavoro stagionale nel settore agricolo, presentate dalle organizzazioni professionali, ammontano a 22mila. Nella ripartizione territoriale, eseguita successivamente dal ministero del Lavoro, le quote assegnate alla provincia dell’Aquila sono state 91. Nelle scorse settimane era stato il direttore di Confagricoltura L’Aquila, Stefano Fabrizi, a chiedere procedure snelle e veloci per il rientro dei braccianti nel Fucino. In più, i rinforzi promessi non sembrano bastare a colmare la carenza di manodopera e soddisfare le esigenze. Motivo per cui le associazioni di categoria incalzano ancora il Viminale, e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, per un incremento delle attuali quote di ingresso previste dal decreto flussi.
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