Il fuoco e Morandi accendono la città

24 Agosto 2019

La pioggia non ferma la cerimonia di apertura della Perdonanza

L’AQUILA. Una bambina corre nella città ricostruita e guarda stupita il miracolo della rinascita. Una immagine simbolica, pochi secondi sul maxischermo prima dell’accensione del tripode e l’avvio ufficiale della 725ª Perdonanza celestiniana (nella fotocronaca di Raniero Pizzi), dieci anni dopo il terremoto che aveva messo in ginocchio il capoluogo di regione. Una immagine di fiducia e speranza nel futuro, negli occhi della figlia della cantante Simona Molinari. Ma a ricordare il passato carico di dolore e le ferite ancora aperte ci ha pensato il cielo che non ha smesso un attimo di versare le sue “lacrime” sul piazzale di Collemaggio. La pioggia ha creato un bel po’ di problemi a una serata organizzata con grande attenzione e professionalità. I tecnici hanno dovuto fare letteralmente i salti mortali per proteggere (anche con l’uso massiccio di sacchi neri, quelli che di solito si usano per i rifiuti) gli impianti sul grande palco davanti alla basilica di Collemaggio posizionato in modo da non coprire la splendida facciata della basilica. Il maltempo ha purtroppo frenato l’afflusso delle persone. Difficile fare una stima precisa. Le poltroncine (bagnate), al momento dell’arrivo della fiaccola erano occupate per circa la metà. Le presenze sono poi aumentate a mano a mano che si è avvicinata l’ora dello spettacolo, al quale hanno preso parte importanti personaggi della musica (e non solo) italiana e internazionale. La colorata distesa di ombrelli ha un po’ spezzato il grigiore delle nuvole imbronciate. Poco dopo le 19,30 la fiaccola (portata dall’atleta aquilano Leonardo Puca) e il corteo che la precedeva, si sono avvicinati al palco e il tripode è stato acceso. Il sindaco Pierluigi Biondi alle 19.45 ha dichiarato aperta la Perdonanza 2019. Floro Panti del Movimento celestiniano ha letto la pergamena che è stata fatta firmare da sindaci e parroci incontrati lungo il percorso del fuoco dall’eremo del Morrone (luogo in cui, nel luglio 1294, venne comunicata all’umile frate Pietro Angeleri la nomina a pontefice della Chiesa di Roma e passato alla storia con il nome di Celestino V) alla basilica di Santa Maria di Collemaggio dove il 29 agosto del 1294 fu incoronato Papa. Celestino V, con una Bolla, concesse l’indulgenza che è alla base delle celebrazioni della Perdonanza.
Il primo cittadino Pierluigi Biondi nel suo intervento dal palco ha, fra l’altro, affermato: «Nel decennale del sisma ci apprestiamo a vivere un’edizione della Perdonanza nel segno della rinascita e della fiducia nel futuro. La nostra comunità, unita e rafforzata dal messaggio celestiniano, che ormai è parte del nostro dna, sta affrontando con tenacia e determinazione la sfida della ricostruzione e della riedificazione dell’animus della città. Il decennale non è solo il ricordo di quella terribile e dolorosa notte, ma è anche il Rinascimento che il capoluogo di regione vive e rivendica, con la forza della ragione e con l’energia del cuore, dell’amore per questa nostra terra bella e complicata. Una rinascita che ci auguriamo possa rafforzarsi con il parere positivo del Comitato intergovernativo che a dicembre, in Colombia, si esprimerà sulla candidatura a Patrimonio immateriale Unesco della Festa del Perdono».
Il cardinale arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Petrocchi ha sottolineato «due aspetti della celebrazione che ci apprestiamo, insieme, ad avviare. In primo luogo rinnovo l’invito, a tutti e a ciascuno, di impegnarsi a custodire e a promuovere “l’Anima” della Perdonanza, che è esperienza, ecclesiale e sociale, di riconciliazione e di comunione: con Dio, con se stessi e con gli altri. Dobbiamo mantenere una vigilanza interiore, attenta e severa, per evitare che la mente e il cuore siano “distratti” dal “centro di gravitazione”, spirituale e comunitario, di questo evento, finendo per disperdersi in iniziative di contorno, il cui fine è solo quello di essere “corona” festosa e riconoscente per il dono della misericordia, ricevuta e trasmessa. Il secondo motivo di riflessione poggia sul tema della ricostruzione, attivata dopo il sisma del 2009, di cui ricorre il 10° anniversario. Anche su questo versante possiamo prendere Celestino V come maestro e compagno di viaggio. Per ricostruire bene, occorre, come ci insegna Celestino V, promuovere la cultura della convergenza solidale e della condivisione, che presuppongono la logica del perdono e la disponibilità a progettare un futuro fraterno, abitato dall’amicizia e dalla speranza. La consapevolezza dell’ “ancora da fare” non deve togliere la soddisfazione del “già fatto”. Mai dimenticare che la prima risorsa dell’Aquila sono gli Aquilani, se sanno essere uniti. Nel quadro di questa interazione, da coniugare sempre al “plurale”, cioè nel segno del buon-“Noi”, bisogna aprire i “cantieri della concordia”, sostenuti da coraggiose e perseveranti idealità: religiose, politiche e culturali. Certamente la ricostruzione ha bisogno di “mani”, altrimenti sarebbe solo declamatoria e inconcludente. Le “mani”, però, rinviano alla “mente”, sennò l’opera sarebbe inappropriata e maldestra. Ma le “mani” e la “mente” esigono un “cuore” pulsante: senza l’amore incondizionato per la Città, abbracciata nella sua interezza; senza la passione per il bene comune; senza la tensione a fissare gli sguardi verso la stessa meta, la ricostruzione sarebbe un’avventura che nasce “malata” e si sviluppa in modo deviante».
Il presidente della Regione Marco Marsilio e quello della Provincia Angelo Caruso hanno messo in risalto la tenacia e la forza degli aquilani che hanno saputo rialzarsi dopo la tragedia e la necessità di restare uniti e compatti per completare la rinascita fisica e sociale.
Massiccia la presenza del servizio d’ordine per garantire il regolare svolgimento. Presente fra gli altri il capo della Protezione civile Angelo Borrelli. Poi il via al concerto serale: sul palco, tra i tanti big, Gianni Morandi, Amii Stewart, Simona Molinari, Piero Mazzocchetti, Franco Nero, Giancarlo Giannini, Vanessa Redgrave.
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