«Il gasdotto Snam va fermato troppo alto il rischio sismico»

SULMONA. La sottovalutazione del rischio sismico è il tasto su cui battere per ottenere un rinvio sulla decisione e poi il no definitivo al progetto del gasdotto Sulmona-Foligno (che rientra nell’inf...
SULMONA. La sottovalutazione del rischio sismico è il tasto su cui battere per ottenere un rinvio sulla decisione e poi il no definitivo al progetto del gasdotto Sulmona-Foligno (che rientra nell’infrastruttura più ampia di Rete Adriatica). Ne è convinto il geologo Francesco Aucone, che ha presentato ieri in aula consiliare la sua relazione tecnica sui rischi connessi al progetto della Snam, che oggi è al centro dell’incontro della Presidenza del consiglio dei ministri. Da quella sede potrebbe proprio arrivare il via libera definitivo. «Per scongiurarlo», ha detto Aucone, «le amministrazioni locali e i comitati cittadini dovranno proprio battersi sulla questione del rischio sismico. Come noto, le aree interessate dal progetto denominato gasdotto Rete Adriatica, sono ad alto rischio sismico. L’opera, nella sua attuale configurazione, riuscirebbe a unire lo scempio ambientale della dorsale dell’Appennino con l’aumento del pericolo a causa del rischio sismico tra i più elevati in Italia e per giunta con l’esborso di ingenti fondi pubblici». Il no al progetto è stato ribadito anche da Giovanna Margadonna per conto dei Comitati cittadini dell’ambiente, che hanno organizzato l’incontro pubblico di ieri e che si battono da dieci anni contro il gasdotto. Anche il Comune col sindaco Annamaria Casini oggi ribadirà il suo no all’impianto, mentre Elisabetta Bianchi (FI) auspica «che ciascun parlamentare abruzzese intervenga nel processo decisionale per dare sostegno concreto ai sindaci nel ribadire con forza il no al metanodotto». (f.p.)
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