Il gigantesco tunnel che prosciugò il Fucino

3 Gennaio 2017

I Cunicoli sono considerati l’opera romana più maestosa dopo l’Istimo di Corinto. L’idea di realizzare un tunnel sotto il monte Salviano per far defluire le acque del lago Fucino (all’epoca il terzo...

I Cunicoli sono considerati l’opera romana più maestosa dopo l’Istimo di Corinto. L’idea di realizzare un tunnel sotto il monte Salviano per far defluire le acque del lago Fucino (all’epoca il terzo d’Italia per dimensioni) nel fiume Liri era stata dell’imperatore Giulio Cesare. Ma a portarla a compimento, nel 52 d.C., è stato l’imperatore Claudio. Oltre al collettore sotterraneo, lungo 5.647 metri, l’opera si compone di 40 pozzi e 9 discenderie. La funzione dei pozzi era quella del trasporto all’esterno dei detriti provenienti dallo scavo e dell'areazione. Le discenderie sono gallerie inclinate che consentono di raggiungere dalle pendici del Salviano il collettore centrale. Alla realizzazione dell’opera contribuirono in 30mila tra schiavi e operai. A lavori conclusi Claudio, prima dell’apertura delle chiuse, celebrò l’opera organizzando una naumachia, una battaglia navale sul lago, alla presenza della moglie Agrippina e del giovane Nerone. Grazie a questa opera il bacino lacustre si restrinse di circa 6.000 ettari, liberando le popolazioni rivierasche dal flagello delle inondazioni. Venuta meno la manutenzione, il collettore si ostruì e si tornò come prima. Dovranno passare 18 secoli prima che il principe Alessandro Torlonia (nella foto), costruendo un nuovo Emissario, che per altro ingloba, al 90%, quello di Claudio, prosciugasse il lago, divenendo proprietario delle terre emerse. L’Emissario Torlonia, iniziato nel 1854, venne ultimato nel 1875. Il deflusso delle acque nel Liri, però, ebbe inizio nel 1862. (n.m.)