Il gip: anni di narcotraffico a San Pelino

1 Marzo 2020

Creata una centrale di spaccio della cocaina. Sequestrati dodici telefonini e sette auto. Tremano centinaia di clienti

AVEZZANO. «Un’attività di narcotraffico di rilevanti dimensioni». È quanto sottolinea il gip del tribunale, Anna Carla Mastelli, nelle 40 pagine dell’ordinanza che all’alba di venerdì ha portato la Finanza di Avezzano all’arresto di 8 persone (altri tre fermi, per un totale di undici, sono scattati nel corso delle perquisizioni).
Sottolinea ancora il gip Mastelli: «Tutti gli indagati risultano operativi stabilmente nel mercato delle sostanze stupefacenti, in particolare in quello della cocaina. Invero, ognuno di loro, se pur con diversi ruoli e funzioni, si è impegnato a mantenere efficiente e produttiva la centrale di spaccio, creata ormai da diversi anni nella frazione di San Pelino».
Spacciatori così scaltri che, sempre secondo l’accusa, erano riusciti a fidelizzare la clientela con una “politica commerciale” che mirava a offrire droga di alta qualità, perché, come emerge da un’intercettazione del 17 novembre 2019, «questa è buona (riferendosi alla cocaina da loro venduta)... la gente non vuole più sniffare per quanta spazzatura gira (ad Avezzano)». E visto l’alto numero di cessioni – 3.500, una cinquantina al giorno – nel periodo preso in considerazione dagli investigatori (settembre-novembre dell’anno scorso) l’obiettivo fidelizzazione era stato perfettamente centrato. La droga arrivava da più canali, in particolare dal nord Italia (via Colombia), mentre lo spaccio avveniva in una casetta in legno presa in affitto nella frazione di San Pelino Vecchio.
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati soldi (circa 60mila euro in contanti), 7 auto, strumenti per il confezionamento delle dosi e soprattutto una dozzina di cellulari.
Proprio l’esame dei telefonini in uso agli indagati potrebbe riservare sorprese. La clientela arrivava da tutta la Marsica e dalle province di Chieti e Rieti. In carcere sono finiti i magrebini Abdellatif Atifi, 41 anni, Rachid Atifi, 27, Farah Badi, 34, Mohammed Najim, 32, Abdelhadi Najim, 44, tutti residenti ad Avezzano, Hamid Draoui, 29 anni, residente a Celano, e Abdellah Guermouma, 30enne residente in Spagna. Tra molti di loro ci sono vincoli di parentela. Ai domiciliari si trova Claudia Di Loreto, 28 anni, di Avezzano, compagna del principale indagato, Abdellatif Atifi. Due stranieri colpiti da ordine di carcerazione restano latitanti. Altri tre arresti sono scattati venerdì in un alloggio di via Morse (traversa di via Pertini): Samir Ennaj, 28 anni, Enouri Ahmed, 40, e Mohammed Najim, 50. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Roberto Verdecchia, Mauro Ceci, Luca e Pasquale Motta. Gli interrogatori di garanzia si terranno entro mercoledì.
L’inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato. Le indagini sono state svolte dalle Fiamme gialle della compagnia di Avezzano agli ordini del capitano Luigi Falce.
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