Il gip: «Spregiudicati per fini egoistici»

24 Novembre 2018

Ecco le accuse per il sindaco Ciciotti e l’ex consigliere. Il pm chiede la revoca della misura per il geometra Fantozzi

CAPISTRELLO. «Una condotta spregiudicata» per quanto riguarda il sindaco Francesco Ciciotti e il tecnico Romeo Di Felice, con pericolo di inquinamento delle prove. «Spregiudicatezza dimostrata all’interno delle istituzioni piegate ai suoi fini egoistici» per l’ex consigliere Corrado Di Giacomo, con «un comportamento vessatorio» nei confronti del geometra Dario Bucci, principale accusatore.
Queste le motivazioni che hanno spinto il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Maria Proia, a disporre le misure cautelari degli arresti domiciliari per sindaco, ex consigliere e tecnico coinvolti nell’inchiesta su presunti illeciti negli appalti al Comune di Capistrello.
Tutte accuse respinte con forza in queste ore nel corso degli interrogatori di garanzia dei tre. Ieri è stata la volta del tecnico Di Felice, assistito dall’avvocato Fernando Pestilli. «Il mio assistito ha dato delle motivazioni convincenti», ha sottolineato il legale di Celano, «e per un capo d’imputazione, riguardante la turbativa, ha dimostrato che non era in servizio al Comune di Capistrello al momento del presunto reato».
L’interrogatorio è durato quasi due ore, nel corso delle quali Di Felice ha spiegato tecnicamente come si sono svolti i lavori e le motivazione che hanno portato a delle opere complementari. Di Felice è accusato, in qualità di responsabile del servizio tecnico comunale e del procedimento, anche di aver stilato un computo metrico e una falsa relazione tecnica generale che prevedeva, quale lavoro complementare alla ristrutturazione e alla riqualificazione di piazza dei Caduti, la realizzazione di una fontana. Lavori, secondo l’accusa, già previsti nella progettazione dei lavori principali. «Attendiamo che il giudice decida sulla revoca delle misure cautelari», ha aggiunto Pestilli, «e a seguito dei chiarimenti siamo certi che il capo di imputazione sulla turbativa decada». Il gip dovrebbe pronunciarsi mercoledì, dopo l’altra tornata di interrogatori previsti nei prossimi giorni. Un’inchiesta, quella di Capistrello, nata dopo le dimissioni dell’allora presidente del consiglio Francesco Bisegna, nel 2017, e supportata dalle rivelazioni di un imprenditore locale e del geometra Bucci. Le rivelazioni dei tre testimoni hanno fatto scattare degli accertamenti in Comune da parte dei carabinieri del nucleo investigativo dell’Aquila, agli ordini del maggiore Edoardo Commandè. Indagini portate avanti anche con intercettazioni telefoniche e attraverso una microspia piazzata nella macchina di Ciciotti.
Il pubblico ministero Andrea Padalino, nel corso degli interrogatori di ieri, ha chiesto la revoca della misura dell’interdizione per Concezio Fantozzi, ascoltato in mattinata dal gip Proia.
Il geometra è rimasto coinvolto nell’inchiesta per quanto riguarda i lavori per la ristrutturazione della casa comunale. Secondo l’accusa, infatti, il sindaco e l’ex consigliere Corrado Di Giacomo, in concorso tra loro, turbavano con Fantozzi e Francesca Stati una gara informale indetta dal Comune riguardante l’affidamento dell’incarico di progettazione definitiva ed esecutiva, misura e contabilità dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione del palazzo municipale per un importo di 25mila euro. Nello specifico, Stati avrebbe concordato con il sindaco e con Fantozzi il progetto da redigere prima ancora del formale conferimento dell’incarico da parte del Comune. Ma l’accusa nei confronti di Fantozzi, vista la richiesta del pm, sembra sgonfiarsi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA