Il giro di Avezzano in ottanta buche

9 Marzo 2018

Strade devastate in più punti. Un imprenditore: «Danni a 15 mezzi». Il Comune presenta la mappa dei lavori 

AVEZZANO. La Jeep ferma con lo pneumatico anteriore immerso in una uca profonda almeno 15 centimetri in via Sant’Andrea, una delle strade più disastrate della città, attira l’attenzione di un’automobilista: la donna si ferma, abbassa il finestrino e, pensando di aver davanti l’ennesimo malcapitato “precipitato” in una voragine, chiede: «Ha subìto danni?». Quando si rende conto di trovarsi di fronte a un giornalista, la signora C.R. esclama: «Qui è un disastro! Proprio ieri sera sono finita in quella stessa buca e il risultato è stato uno pneumatico spaccato e cento euro di danni».
LE CRITICITÀ. Via Sant’Andrea, insieme a via Pie le Pogge, guida la classifica delle strade ridotte a mal partito in città, dove il manto d’asfalto dissestato, le centinaia di buche, i tombini affossati, i marciapiedi disastrati e i rallentatori stradali dissestati costringono gli automobilisti a veri e propri slalom per evitare danni e sobbalzi. Nord, sud, centro e, soprattutto, periferie: ogni via, o quasi, ha i suoi problemi, frutto anche degli effetti del maltempo.
AZIENDA DANNEGGIATA. La polemica infuria e le richieste di intervento non si contano. Andrea Di Cintio, titolare di Euro-Cash, punta il dito contro il Comune, sollecitato inutilmente negli anni, e chiede agli addetti ai lavori di sistemare subito via Sant’Andrea. «Il manto stradale dopo la nevicata dei giorni scorsi è peggiorato», afferma l’amministratore di Euro-Cash, che proprio ieri pomeriggio ha depositato la richiesta a Palazzo di città, «tanto che in soli due giorni abbiamo avuto 15 mezzi interessati da rotture di pneumatici e parti meccaniche. La strada è molto pericolosa soprattutto quando piove. È difficile percorrerla per noi che la conosciamo, anche se ogni giorno esce qualche nuova buca, figuriamoci per gli automobilisti e camionisti che non la conoscono e con le loro manovre istintive per evitare i fossi, creano ulteriore pericolo per la viabilità». Di Cintio, quindi, dice basta al degrado stradale e avverte il Comune. «I nostri mezzi e quelli dei dipendenti, clienti e fornitori percorrono via Sant’Andrea più volte al giorno ed è inaccettabile il silenzio e l’indifferenza davanti alle nostre richieste. Pertanto riterremo il Comune responsabile di eventuali danni che dovessero verificarsi in futuro», afferma Di Cintio, «il problema non si risolve, come è stato fatto, mettendo i cartelli per limitare la velocità a 20 km orari».
IL COMUNE REPLICA. La questione, ovviamente, è ben conosciuta a Palazzo di città, dove il funzionario responsabile della viabilità, Giorgio Ercole, in attesa del bel tempo che consentirà l’avvio di alcuni interventi sulle strade più disastrate, sta facendo mettere le toppe. «Purtroppo nei periodi invernali le aziende che operano in questo campo si fermano, poiché il lavoro è scarso», afferma Ercole, «quindi il Comune può effettuare solo interventi tampone a freddo, che non risolvono i problemi». Le toppe, infatti, il più delle volte si staccano per la pioggia e il gelo. Per effettuare interventi più duraturi ed efficaci occorre il bel tempo. «Abbiamo già allertato le aziende», aggiunge Ercole, «e impegnato dei fondi residui proprio per essere pronti a partire appena le temperature si rialzeranno».
GLI INTERVENTI. Ma quali sono gli interventi in agenda? Il più rilevante per 50mila euro interesserà via Giovanni Di Vittorio, nella zona dell’ospedale, dove sarà sistemato il manto d’asfalto. Quindicimila euro, invece, sono stati destinati al restyling di via Fleming, mentre per il rifacimento del manto d'asfalto e i marciapiedi di via Allende, più via Maestri del lavoro, sono stati impegnati 40mila euro. Pronti a partire anche gli interventi urgenti per tappare le buche: il settore ha già preparato la mappa, impegnato 20mila euro e diviso la città in tre zone di intervento. Per tamponare le tante falle nel campo della viabilità è in fase di gara un ulteriore intervento per 50mila euro destinato a mettere in sicurezza cigli stradali, caditoie e chiusini. Non resta, quindi, che sperare in un po’ di sole per tamponare le tante criticità, in attesa di stanziamenti più corposi destinati a contrastare anni di disastro viario in città e periferie.
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