Il giudice Settembre al convegno contro la tortura

L’AQUILA. La tortura è un dramma spesso sottaciuto, e anche in Italia ne esistono forme più o meno nascoste. A parlarne domani all’Aquila sarà Roberto Settembre. Giudice di Corte d’Appello nel...
L’AQUILA. La tortura è un dramma spesso sottaciuto, e anche in Italia ne esistono forme più o meno nascoste.
A parlarne domani all’Aquila sarà Roberto Settembre. Giudice di Corte d’Appello nel processo per Bolzaneto, il centro di detenzione temporanea durante il G8 di Genova, Settembre incontrerà in mattinata gli studenti e le studentesse del Liceo Scientifico «Andrea Bafile». Quindi, alle 17, nell’aula magna della facoltà di Scienze Umane, in viale Nizza, presenterà il suo libro «Gridavano e piangevano. La tortura in Italia: ciò che ci insegna Bolzaneto» (Ed. Einaudi, 2014)», evento organizzato dal gruppo aquilano di Amnesty International nell’ambito della campagna mondiale «Stop alla tortura».
La campagna di Amnesty International si rivolge anche all’Italia, affinché sia introdotto nel codice penale il reato di tortura e si colmi il ritardo di oltre 25 anni trascorsi dalla ratifica. Secondo le ricerche di Amnesty International, a 30 anni dall’adozione della «Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani e degradanti», la violazione dei diritti umani risulta praticata nella maggior parte dei paesi del mondo: in 141 si sono registrati registrare casi di tortura negli ultimi cinque anni e l’Italia non è fuori da questo elenco.
All’incontro con Settembre parteciperanno anche Enrica Bartesaghi, co-fondatrice del Comitato Verità e Giustizia per Genova, Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia e professore di Diritto internazionale nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Teramo. A introdurre il dibattito sarà il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury. Dalle 20,30, inoltre, chi vorrà potrà incontrare gli ospiti in una cena a buffet al circolo Arci Querencia (Piazza d’Arti), prenotandosi all’indirizzo querenciacircolo@gmail.com.
Barbara Bologna
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