Il governo: «Così aiutiamo i nuovi schiavi del Fucino»

Ecco i dati sulla lotta al caporalato. Il sottosegretario: «Diffuse pratiche illecite» Scovati 142 finti rapporti di lavoro, ridotti da 900 a 50 i flussi di extracomunitari
AVEZZANO. Il governo mette in campo azioni per arginare il fenomeno del caporalato nel Fucino. In un anno controllate centinaia di aziende. E adesso arrivano anche i rinforzi da Roma e Frosinone per impedire lo sfruttamento dei braccianti, che lavorano anche 14 ore al giorno con paghe da fame (2,50 euro l’ora). Il sottosegretario del Lavoro e delle politiche sociali, Teresa Bellanova, rispondendo all’interrogazione presentata dal parlamentare di Sel, Gianni Mellilla, ha annunciato che il ministero del Lavoro invierà nella Marsica ispettori provenienti da altre province.
«Il bacino del Fucino rappresenta l’unica zona dell’Abruzzo dove si pratica agricoltura intensiva», commenta il sottosegretario, «il Fucino è interessato da anni da un notevole flusso di lavoratori agricoli, al fianco del quale si sono sviluppate pratiche illecite che i soggetti istituzionali, a vario titolo coinvolti, contrastano costantemente».
Il sottosegretario ha ricordato diverse operazione portate a termine negli ultimi anni dalle forze dell’ordine, tra le quali c’è anche quella del giugno scorso legata al trasporto dei prodotti orticoli del Fucino, che ha visto l’arresto di 20 persone e la confisca di beni per milioni di euro a famiglie collegate alla criminalità organizzata campana.
«Nell’ambito della programmazione, i flussi dei lavoratori extracomunitari nel Fucino sono stati ridotti da 900 a 50 in ragione dell’elevato numero di braccianti già presenti sul territorio, molti dei quali iscritti anche nelle liste di disoccupazione», continua la Bellanova, «l’attività di vigilanza condotta dal 2014 a oggi dagli uffici periferici del ministero del Lavoro, congiuntamente a Inps, carabinieri e Finanza, ha portato al controllo di numerose imprese. I risultati: 30 lavoratori in nero, 4 senza permesso di soggiorno, 90 irregolari, 142 rapporti di lavoro fittizio, 200 violazioni della norma sulla sicurezza sul lavoro. Sono state scoperte inoltre varie truffe ex articolo 640 che hanno coinvolto 10 aziende e 500 lavoratori. Gli ispettori hanno poi smascherato imprese senza terra, che svolgono somministrazione di manodopera illecita senza avere a disposizione i mezzi per coltivarla. Queste ditte svolgono un’azione di caporalato mascherato. Ci sono poi aziende inesistenti che però trasmettono le denunce contributive per far accreditare ai lavoratori le giornate necessarie per ottenere prestazioni previdenziali e assicurargli il permesso di soggiorno». Alla luce di quanto accaduto nel Fucino, il sottosegretario ha annunciato che «il ministero del Lavoro ha rafforzato la presenza sul territorio mediante l’invio di ispettori da Frosinone e Roma».
Eleonora Berardinetti
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