Il governo: gasdotto opera strategica Va avanti il progetto

14 Settembre 2014

Il “no” di Regione e Comuni potrebbe non bastare Ranalli: revocare la conferenza dei servizi a Roma

SULMONA. Il secco “no” della Regione e di tutti i principali Comuni coinvolti potrebbe non bastare a bloccare la centrale e il metanodotto che la Snam vuole far correre lungo la dorsale appenninica. Si avvicina così a grandi passi la conferenza dei servizi del prossimo martedì 30 settembre per il probabile via libera. Nel tavolo tecnico convocato a Roma sulla richiesta di un tracciato alternativo, chiesto con forza dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso, dal suo vice Giovanni Lolli, il vice ministro dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti, ha fornito motivazioni tutt’altro che rassicuranti. Il numero due di via Veneto a Roma ha ribadito il valore strategico dell’opera, in fase di autorizzazione finale. «Il valore strategico dell’infrastruttura è legato alla sicurezza energetica italiana ed europea» ha detto De Vincenti «i lavori del tavolo tecnico proseguiranno, anche con una prossima riunione che sarà convocata a breve, per valutare, in base ad approfondimenti tecnici, la possibilità di miglioramenti e ottimizzazioni rispetto al progetto in corso di autorizzazione definitiva».

Per scongiurare il via libera al progetto, ieri sera il sindaco Peppino Ranalli ha convocato una riunione in Comune con il vice presidente della Regione Giovanni Lolli, a cui è toccato il compito di riferire del poco proficuo confronto romano. «Chiediamo con forza la revoca della conferenza dei servizi» ha detto Ranalli «e di continuare a discutere di un tracciato alternativo, visto che il tavolo tecnico si è costituito. Anche se appare irrituale che il ministero non abbia convocato al gruppo di lavoro dove si discute della realizzazione della centrale, il sindaco della città interessata dall’insediamento. Tocca ora al presidente della Regione impegnarsi in prima persona. Noi come Comuni abbiamo fatto tutto quello che potevamo, ma non ci fermiamo».

L’ultima possibilità resta la negazione dell’intesa Stato-Regioni, a cui il fronte del no vorrebbe arrivare preparato, convocando una grossa assemblea pubblica con Comuni e Regioni uniti dal disegno Snam. «Pensiamo ad una grossa manifestazione in cui coinvolgere tutte le realtà unite da questa questione» è intervenuta la consigliera di maggioranza Roberta Salvati «l'attenzione deve restare alta, anche perché il tempo stringe». Il progetto prevede una centrale del gas a case Pente, vicino al cimitero sulmonese, in un'area di 12 ettari, con relativo gasdotto di circa 168 chilometri.

Federica Pantano

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