Il grido d’allarme dei negozianti: corso della Libertà in abbandono

20 Dicembre 2014

AVEZZANO. «Corso della Libertà è in abbandono, intervenite al più presto». A lanciare il grido d’allarme sono i commercianti della centralissima strada che collega piazza Risorgimento alla stazione....

AVEZZANO. «Corso della Libertà è in abbandono, intervenite al più presto». A lanciare il grido d’allarme sono i commercianti della centralissima strada che collega piazza Risorgimento alla stazione. Negli ultimi mesi la via è finita al centro della cronaca cittadina perché numerosi negozi hanno abbassato la saracinesca. In tanti rimasti, però, vogliono continuare a offrire servizi dignitosi ai cittadini e per questo chiedono l’intervento dell’amministrazione comunale. «Si stanno spendendo molti soldi nelle zone periferiche e del centro ci si sta dimenticando», ha commentato Savina Mazzocchi della boutique Elena Mirò, «i clienti ci segnalano in continuazione i problemi che trovano per l'assenza di scivoli nei marciapiedi e il manto continuamente dissestato dalle radici degli alberi. Abbiamo segnalato decine di volte una buca nel marciapiede, alla fine abbiamo dovuto fermare un vigili per evidenziare il problema e chiedere che venisse risolto al più presto. Noi siamo a favore dell’isola se è volta a un miglioramento del centro», ha concluso la commerciante, «oltre alle fioriere, però, serve una riqualificazione di tutta l’area che viene chiusa al traffico. Da metà estate abbiamo la macchinetta del parcometro che non funziona e nessuno la ripara». Buche sui marciapiedi e avvallamenti, parcometri rotti e luci spente. I commercianti di corso della Libertà si danno da fare, ma davanti alla carenza di infrastrutture non possono fare nulla. «Basta farsi una camminata lungo corso della Libertà per capire come stanno le cose», ha raccontato Barbara Rubino di Flash abbigliamento, «ogni giorno vediamo persone che cadono, per non parlare delle buche e dell’abbandono delle aiuole che ormai sono distrutte. Abbiamo messo delle piantine per dare un po’ di decoro, ma ce le hanno rubate. Con la chiusura di alcuni negozi la strada è diventata ancora più buia, così non si può andare avanti».

Eleonora Berardinetti

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