Il gruppo Iannini: «Eravamo pronti, ma non graditi»
L’AQUILA. Non si è fatta attendere la replica da parte del gruppo locale che avrebbe dovuto investire sulla stagione 2019/2020 dell’Aquila.La nota a firma di Eliseo Iannini, Mauro Scopano e Domenico...
L’AQUILA. Non si è fatta attendere la replica da parte del gruppo locale che avrebbe dovuto investire sulla stagione 2019/2020 dell’Aquila.
La nota a firma di Eliseo Iannini, Mauro Scopano e Domenico Cimini ripercorre l’intricata vicenda da quando il gruppo aveva chiesto la società all’allora presidente Marco De Paulis. Stando alla nota, l’ex numero uno rossoblù «avanzò richieste astronomiche per cedere la società ottenendo risposta negativa da Iannini che chiedeva la cessione gratuita di una squadra di Prima categoria». Poi il titolo che passa nelle mani del Trust, «stilando un contratto che prevede il pagamento di spese per lo stadio, due mensilità di giocatori, l’assegno all’allenatore, il problema delle garanzie a Zanon e Iva non pagata. Ianni, Rossi, Cimini e Scopano incontrano il Trust, stabiliscono forme di collaborazioni con l’impegno del nuovo gruppo imprenditoriale di prendere la società per il prossimo anno, costituendo una srl, in cui ci sarebbe stata una quota anche del Trust. Nel contempo», proseguono i mancati acquirenti, «il nostro gruppo imprenditoriale ha predisposto un budget per il 2019, sottoposto al Trust. Poi è stato presentato un organigramma, con i nominativi. Nei posti di controllo e verifica ci sarebbe stato il presidente Fioravanti, negli altri, operativi, economico-finanziario e tecnico, il nostro gruppo imprenditoriale con Ianni e Rossi. Un organigramma con un programma triennale, che contemplava anche la gestione dello stadio Gran Sasso» oltre oltre ad altri interventi. «Nessuno ha affrontato il discorso economico, non si è assolutamente parlato di una riduzione dell’intervento finanziario del nostro gruppo imprenditoriale anche perché stabilito con precisione nel budget 2019 e nessuno degli intervenuti del Trust ha contestato l’organigramma». Sul finire della nota si afferma che l’architetto aquilano «si sarebbe accollato personalmente, extra budget, l’ingaggio di Zanon, di un forte centrocampista, una punta e 2 giocatori della Berretti del Teramo richiesti a titolo di amicizia con Andrea Iaconi». Si parla inoltre «di una telefonata fatta ad Aureli con il Monza, per vedere se avevano fuoriquota da prestarci. Ma quanto proposto al Trust non era di loro gradimento».

