Il laboratorio raddoppia: anche l’ospedale avrà il suo

23 Aprile 2020

Dopo il progetto Dante Labs lavori al San Salvatore per esaminare i tamponi 

L’AQUILA. Mentre al Tecnopolo d’Abruzzo fervono i preparativi per l’apertura del primo laboratorio in grado di processare fino a 40mila tamponi Covid al giorno, anche l’ospedale San Salvatore si prepara ad analizzare i test per verificare la positività al virus. Dopo i sopralluoghi dei giorni scorsi, infatti, dovrebbero partire la prossima settimana i lavori di adeguamento del laboratorio analisi, che permetteranno di processare inizialmente qualche decina di tamponi al giorno all’interno dello stesso ospedale. Un numero destinato ad aumentare col tempo. Il nuovo laboratorio si affiancherà alla megastruttura firmata Dante labs, con finalità diverse, come spiega l’assessore regionale e medico, Guido Quintino Liris, che ieri ha partecipato anche alla donazione al personale ospedaliero di una cappa a flusso laminare, da parte dell’azienda. La cappa contribuirà a garantire la piena sicurezza del personale impiegato nell’analisi dei tamponi.
DUE LABORATORI. Insomma, nel giro di poche settimane la città dovrebbe poter contare su due realtà: una privata e l’altra pubblica. «I due laboratori non andranno in conflitto», assicura Liris. «L’uno servirà a uno screening di massa della popolazione, l’altro alle urgenze. Ci stiamo distinguendo in positivo sul piano nazionale per i numeri dei contagi, grazie a un’ottima gestione dell’emergenza. Anche i due laboratori andranno in questa direzione. È importante che l’investimento sull’ospedale (130mila euro circa) vada avanti perché nel laboratorio analisi dell’Aquila ci sono professionisti di fama nazionale e devono essere messi nelle condizioni di lavorare con gli strumenti giusti e soprattutto in sicurezza». L’obiettivo a lungo termine è di raggiungere all’interno della struttura del San Salvatore un livello di sicurezza “tre”. I laboratori che studiano virus e batteri, infatti, seguono un sistema noto come Bsl (livello di biosicurezza) che prevede una serie di precauzioni di contenimento a seconda del rischio. Il livello di biosicurezza 1 (Bsl 1) è il più basso, il 4 e il più alto.
I NUMERI. «Certo, chiedere al laboratorio analisi pubblico di un ospedale di occuparsi di migliaia di campioni, in questa fase di ripartenza, non è possibile», continua Liris. «L’ospedale deve innanzitutto curare i pazienti e deve analizzare i casi al suo interno, secondo le indicazioni del dipartimento di prevenzione». Il laboratorio del San Salvatore, dunque, dovrà occuparsi di pazienti sospetti, di quelli venuti a contatto con casi positivi, di pazienti in attesa di interventi chirurgici e della gestione degli operatori sanitari. «Per numeri molto alti, che non possono essere sostenuti, non solo dalla nostra, ma da nessuna azienda sanitaria pubblica, bisogna rivolgersi all’esterno», afferma Liris. «In tal senso il laboratorio di Dante labs andrà a verificare la presenza di virus nella comunità, non dovrà occuparsi dei singoli pazienti». Lo screening di massa potrebbe rivelarsi particolarmente importante nella seconda fase dell’emergenza che prenderà il via dall’inizio del prossimo mese. Nella lente d’ingrandimento della struttura privata potrebbero finire, per esempio, gli operai della ricostruzione. «Non c’è concorrenza tra il pubblico e il privato», conclude l’assessore. «Anzi, il pubblico potrà sfruttare in senso positivo e virtuoso, in termini di dinamiche di protocolli sanitari, una presenza importante in città come quella del laboratorio di Dante labs».