Il lavoro che non c’è, diecimila senza impiego

1 Maggio 2018

Niente festa del Primo maggio in un comprensorio che offre solo precarietà e disoccupazione

SULMONA. Aumenta in modo vertiginoso il numero dei “giovani”, ormai ex, coi loro 40 anni passati, costretti ancora a vivere a casa dei genitori. Tra assenza di lavoro e impieghi precari, con la flessibilità imperante che si traduce in impieghi a cottimo e paghe da fame, il mercato del lavoro si presenta quasi paralizzato in Centro Abruzzo.
È questo il Primo maggio che si respira in città, nessuna festa del lavoro in una zona che registra 10mila e 527 persone senza un impiego. Più di un terzo dei residenti in età lavorativa ha perso l’occupazione negli ultimi cinque anni e 821 di loro sono in mobilità, con gli assegni bloccati da mesi. Ecco perché non stupisce che una coppia di quarantenni sulmonesi non possa permettersi dei figli e rinunci ad avere una casa propria per aver perso il lavoro dopo la chiusura della Finmek, l’azienda sulmonese di componenti elettroniche. Con gli affitti arretrati di tre mesi, infine, i coniugi hanno dovuto lasciare la loro casa per tornare a vivere dai genitori di uno di loro. Qui, in un nucleo familiare allargato, si vive grazie alla pensione di uno dei genitori. Lo sanno bene Pamela Della Sabina e Maurizio Sacchetta della Uiltemp, lo sportello sulmonese dedicato proprio ai disoccupati e ai lavoratori precari e atipici, dove ogni giorno nuove persone vanno per chiedere una mano. Negli ultimi due anni c’è stato un forte aumento dell’utilizzo dei contratti ex interinali in particolare nei primi tre mesi del 2018 c’è stato un incremento del quasi 32,6 per cento e quindi a fine anno si arriverà al 50 per cento di incremento. «Tutto questo dimostra che tale utilizzo non è più solo per picchi di produzione, ma è diventato strutturale», dice Sacchetta. «In Abruzzo, secondo i dati Inail relativi al terzo trimestre del 2017, la somministrazione (ex interinale) ha occupato l’equivalente di circa 40 mila occupati netti. In Italia, il lavoro interinale a tempo determinato non supera di media i 30 giorni e l’utilizzo dei contratti di un giorno è pari al 28% del totale, qui abbiamo lavoratori che sono arrivati ad avere 600 contratti in un anno, cioè due al giorno. Su questo siamo impegnati nel tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale per trovare una soluzione che ne eviti l’abuso». Il lavoro somministrato è un contratto in base al quale l’impresa può richiedere manodopera ad agenzie autorizzate (somministratori) iscritte in un apposito albo al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Una grossa mano è arrivata in questi due anni dal bando Garanzia over, la misura prevista dalla Regione che concede contributi a fondo perduto alle aziende che assumono disoccupati dai 30 anni in su. Circa mille le assunzioni fatte con questo bando, per un impegno di circa 8 milioni di euro.
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