Il liquidatore: sul rave party giustificazioni campate in aria

11 Novembre 2017

RAIANO. «Non risulta che gli organizzatori e i numerosi partecipanti all’evento privo di autorizzazioni abbiano avuto occasione di parlare con la proprietà. Allo stato, gli unici dati certi sono l’eff...

RAIANO. «Non risulta che gli organizzatori e i numerosi partecipanti all’evento privo di autorizzazioni abbiano avuto occasione di parlare con la proprietà. Allo stato, gli unici dati certi sono l’effrazione del cancello di ingresso, l’occupazione di una proprietà privata, una serie di danni rilevati nella struttura, in corso di puntuale accertamento tecnico, e una notevole quantità di rifiuti abbandonati nell’area, che mal si conciliano con le finalità dichiarate agli organi di stampa dagli organizzatori». Sarebbero giustificazioni «campate in aria» quelle fornite dagli organizzatori del rave party di Raiano che ha portato, nei giorni scorsi, circa 400 giovani a occupare l’ex azienda delle ceramiche Saba per denunciare presunti rischi all’ambiente derivanti dallo stato di abbandono in cui versa il capannone industriale. A sostenerlo sono il commissario giudiziale Marialba Cucchiella e il liquidatore nel concordato preventivo Paolo Sambenedetto, i quali affermano che «la porzione della copertura contenente amianto è stata oggetto di bonifica e di smaltimento secondo quanto prescritto dalla legislazione speciale vigente in materia, sotto il controllo della competente Asl».
E che «la residua porzione del tetto contenente eternit è oggetto di periodiche verifiche di “manutenzione e controllo”, sempre secondo quanto stabilito dalla legge». (c.l.)
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