Il manager Asl difende il pronto soccorso

Tordera dopo gli ultimi casi di lunghe attese dei pazienti: «Cittadinanzattiva dovrebbe informarsi»
L’AQUILA . Attese di ore, consulenze in ritardo dai reparti, disagi e lamentele. Le segnalazioni fioccano. Se ne occupano anche le associazioni di tutela dei malati. Ma l’Asl fa quadrato attorno al pronto soccorso e respinge tutte le accuse. «Prima di parlare bisogna informarsi».
Stavolta, a finire nel mirino del manager dell’azienda sanitaria Rinaldo Tordera è la denuncia di Cittadinanzattiva. «L’utente», sostiene il direttore generale, «in tutti gli accessi, è stata accolta in pronto soccorso immediatamente, tanto che la prima Tac del 2 agosto scorso è stata effettuata dopo 22 minuti dal suo arrivo in ospedale».
Il manager approfondisce, poi, tutti i passaggi della paziente all’interno del pronto soccorso dell’ospedale aquilano.
«Anche la consulenza neurologica, chiesta per la donna il 23 agosto», riferisce lo stesso Tordera, «è stata richiesta rapidamente, alle 11,37, dopo 20 minuti dalla presa in carico. Parlare di disorganizzazione del pronto soccorso, di fronte a questa tempistica di intervento, appare quindi del tutto fuori luogo, soprattutto in considerazione del fatto che alla paziente era stato assegnato un codice verde che contrassegna i casi non gravi che non andrebbero trattati dal pronto soccorso».
Un richiamo, dunque, ai cittadini sull’uso improprio del ricorso al pronto soccorso. E ancora: «Per quanto riguarda la patologia cronica per la quale la donna si presentò in ospedale», prosegue il manager Asl, «furono disposte due consulenze neurologiche, una il 19 e l’altra il 23 agosto, entrambe negative. L’assenza di disturbi neurologici escluse quindi l’esecuzione di ulteriori esami di approfondimento. Sull’ematoma, come quello della paziente, per il quale peraltro non ci sarà neppure bisogno di un’operazione, va detto che si tratta di eventi non prevedibili».
Quindi, l’altolà all’associazione che ha denunciato il caso. «Prima di lanciare accuse ai medici», replica Tordera a Cittadinanzattiva, «e di dare informazioni fuorvianti alla popolazione che gettano ingiusto discredito sulla professionalità degli operatori sanitari, sarebbe opportuno documentarsi scrupolosamente, magari acquisendo riservatamente tutti i riscontri utili. Il compito delle associazioni dovrebbe essere quello di aiutare il cittadino a capire il mondo della sanità e non di danneggiarne l’immagine con notizie non rispondenti al vero».(e.n.)
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