Il marchio S. Croce è mio e lo uso come preferisco

CANISTRO. «La Santa Croce, essendo proprietaria del marchio, ha il diritto di imbottigliare acqua da altri stabilimenti e di venderla con la stessa etichetta evidenziando nella bottiglia la...
CANISTRO. «La Santa Croce, essendo proprietaria del marchio, ha il diritto di imbottigliare acqua da altri stabilimenti e di venderla con la stessa etichetta evidenziando nella bottiglia la provenienza e le caratteristiche. Non c’è nessuna violazione di legge, non capiamo come si possa gridare allo scandalo, soprattutto da parte di chi, in testa la Regione Abruzzo, Comune di Canistro e rappresentanti dei lavoratori, non ha mai risposto alle nostre istanze, negando ogni proroga, in sostanza determinando lo stop della produzione».
È la ferma risposta del patron della Santa Croce Spa, Camillo Colella, alle accuse legate al fatto che, sugli scaffali di alcuni supermercati abruzzesi, ci siano bottiglie con il marchio Santa Croce contenenti acqua della sorgente di Castelpizzuto, in provincia di Isernia. «Ci sono marchi ben più importanti di noi che fanno la stessa cosa avendo più concessioni in diversi siti produttivi», spiega ancora Colella. «Ciò oggi sembra una sorpresa, ma avevo già annunciato che per mantenere impegni con clienti e fornitori, l’azienda avrebbe utilizzato altri stabilimenti. Nel caso dell’acqua molisana, poi, le caratteristiche organolettiche sono molto simili in quasi tutti gli indicatori. Abbiamo dovuto accelerare questa soluzione dopo che, da 10 giorni, ci viene impedito di entrare nello stabilimento di mia proprietà e di poter usufruire delle importanti scorte di magazzino e di serbatoio».
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