Il medico: febbre suina? No, è semplice influenza

Parla il dottor Imperiale: «Per combatterla è sufficiente vaccinarsi» Nota della Asl: test negativo, il marito della donna deceduta ora sta bene
L’AQUILA. «Non chiamatela febbre suina: è una semplice influenza originata dieci anni fa dai maiali cinesi che non viene più trasmessa dagli animali, ma solo da uomo a uomo. Per combatterla basta vaccinarsi». A intervenire sul caso che ha investito la sanità abruzzese negli ultimi giorni è il direttore del servizio veterinario della Asl dell’Aquila, Pierluigi Imperiale, che parla di «allarme eccessivo». Il caso è scoppiato quasi un mese fa, lo scorso 28 febbraio, quando è morta, all’ospedale di Sulmona, Maria Lucia Ferrante di 53 anni, residente nella frazione della Badia, contagiata dal virus A/H1N1. Di qualche giorno fa il decesso della sorella, Sonia, 50 anni, per la stessa causa. La donna è morta al policlinico Umberto I di Roma dove era stata trasferita dopo il peggioramento del suo quadro clinico. È ricoverato in isolamento al San Salvatore dell’Aquila invece il marito di Sonia.
«Chiamare febbre suina l’influenza che ha portato alla morte le due sorelle è una sciocchezza» spiega Imperiale «si tratta di un virus che ha avuto origine dieci anni fa dai suini cinesi. Non c’entra nulla con gli animali italiani. Non è una malattia dei maiali che passa alle persone, ma una malattia che molto tempo fa avuto origine da un ceppo suino e che oggi viene trasmessa da persona a persona. È combattuta anche attraverso i vaccini che si fanno all’inizio della stagione invernale. Un virus non più collegato con le specie animali di nessun genere». Secondo il medico, la causa della morte delle due sorelle sarebbe piuttosto collegata alle loro condizioni di salute già prima di contrarre questo tipo di influenza. L’A/H1N1 colpisce perlopiù persone debilitate e che per diversi motivi hanno le difese immunitarie basse. Nel caso specifico, in particolare, la donna morta per prima era disabile e, insieme alla sorella, viveva in una abitazione alla Badia in una condizione di indigenza e con problemi di carattere igienico-sanitario. «Le donne decedute erano in condizioni preoccupanti» continua il direttore «i ricoveri successivi, tra cui quello del marito di una delle due donne, non hanno nulla a che vedere con l’influenza, ma hanno altre cause. Voglio sottolineare, comunque, che in Italia non c’è nessun contagio tra animali o cibi animali e persone. Quello che ha colpito le due donne è un virus piuttosto diffuso, per questo è importante non creare allarme nella popolazione che nell’ultimo periodo invece è stata notevolmente scossa dalla notizia». Intanto ieri la Asl ha fatto sapere che il marito della donna deceduta a causa della febbre suina sta bene. Ha avuto solo una comune forma di infezione alle vie aeree e tra oggi e domani sarà dimesso.
Michela Corridore
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