Il medico va via, pazienti in rivolta

Corfinio, porta dell’ambulatorio presa a calci e arrivo dei carabinieri. Il sindaco: trovata una soluzione
CORFINIO. Trovano lo studio medico chiuso e iniziano una veemente protesta prendendo a calci la porta dell’ambulatorio: a riportare la calma sono stati i carabinieri, che hanno convinto il medico a ripristinare il servizio. Il fatto è accaduto ieri mattina a Corfinio. Una trentina di persone, quasi tutti anziani, hanno protestato duramente contro la decisione del medico di base, Mauro Ragaini, di trasferire il servizio nello studio di Sulmona, a 15 chilometri di distanza. Una decisione che ha scatenato una mezza insurrezione davanti all’ambulatorio medico che si trova proprio al centro della piazza di Corfinio.
«Una decisione unilaterale presa dal medico senza avvertire nessuno» protesta uno dei pazienti, Antonio Cobianchi, «che penalizza solo gli utenti e soprattutto gli anziani che non hanno la possibilità di raggiungere Sulmona». I problemi per i corfiniesi sono iniziati ad aprile, quando lo storico medico del paese, Romeo Contestabile, è stato messo forzatamente in pensione all’età di 70 anni. Al suo posto è stato nominato Roberto Ranalli, il quale dopo un paio di mesi non se l’è sentita di garantire il servizio presentando una lettera di dimissioni. Poi è arrivato Ragaini, che dopo aver dato la disponibilità come medico di famiglia a 250 residenti, venerdì scorso, senza alcun preavviso, ha affisso una lettera sulla porta dello studio annunciando che tutti i suoi assistiti di Corfinio, se avessero avuto bisogno di prestazioni mediche, dovevano chiederle nello studio di Sulmona. Apriti cielo. Ieri in piazza una mezza rivoluzione con le persone decise a sfondare la porta dell’ambulatorio. A calmarle sono intervenuti prima i carabinieri e poi il sindaco Massimo Colangelo. «Abbiamo garantito la disponibilità del medico per altri 15 giorni», assicura il sindaco, «con la Asl cercheremo di trovare una soluzione definitiva».
Claudio Lattanzio
©RIPRODUZIONE RISERVATA

