Il messaggio di Celestino V “cuore” dell’anno speciale

22 Agosto 2026

La Perdonanza diventa il punto d’incontro tra identità, spiritualità e una nuova centralità. Il titolo rafforza il valore universale del rito tra radici medievali, rinascita e grande racconto

La Perdonanza celestiniana nell'anno dell'Aquila Capitale italiana della Cultura assume un senso diverso, a livello celebrativo e sostanziale. Più alto, non solo nella forma, ma nell'essenza stessa di una festa antica e profondamente religiosa.

Per la città dell'Aquila, un doppio faro che si accende nella calda estate di appuntamenti e ricorrenze. Viene da pensare, in modo naturale, alle analogie e alle differenze con la celebrazione istituita da Papa Celestino V, divenuto poi Santo, nel 1294 con l'emanazione della Bolla pontificia “Inter sanctorum solemnia”, nota come la Bolla del Perdono. L'atto con cui concesse l'indulgenza plenaria «a chiunque, confessato e pentito, fosse entrato nella basilica di Santa Maria di Collemaggio dai vespri del 28 agosto a quelli del 29 agosto».

L'Aquila si appresta a rinnovare l'antico rito con un vessillo in più: quello di Capitale della cultura, che per il 2026 la rende palcoscenico ideale della fruizione di eventi e di prestigio internazionale. Si prende la scena madre, la città. Catalizza l'attenzione e diventa il simbolo pià alto della rinascita che passa anche attraverso la fede e la redenzione.

La 732esima Perdonanza Celestiniana diventa il simbolo di una città che guarda al futuro senza perdere le proprie radici: per la prima volta la serata inaugurale approda in diretta, in prima serata su Rai 1, trasformando il messaggio universale del Perdono in un grande racconto televisivo. Mutare la percezione di un evento, ridefinirne i contorni e il prestigio proiettandolo definitivamente su un palcoscenico nazionale.

L’anno della Capitale italiana della Cultura diventa, così, il naturale punto d’incontro tra la storia più antica della città e la sua capacità di rigenerarsi. Di far rifiorire quei “gigli” simbolo di cicliche cadute e rinascite. Proprio come le “cadute dell'uomo” che nel perdono di Celestino ritrova pace e identità. Così, in un naturale incastro di tasselli, il Giubileo voluto da Celestino V oltre sette secoli fa continua a parlare al presente.

Il perdono assume nuovi contorni e forme, spiegato al grande pubblico e e raccontato attraverso i linguaggi della televisione, della musica, della danza e del grande spettacolo. Sul palcoscenico, scenografico e suggestivo, di una città che non smette di stupire e incantare. La scelta di trasmettere la serata inaugurale del 23 agosto in diretta, in prima serata su Rai 1, corona il sogno ambizioso di un progetto culturale cresciuto nel tempo, capace di trasformare la Perdonanza in un messaggio universale che varca i confini locali, pur con una forte identità, e parla al mondo.

Il messaggio universale del perdono si trasla in un racconto per immagini dove convivono tradizione e contemporaneità. L'accensione del Fuoco del Morrone e del Tripode della Pace, davanti al Teatro del Perdono ai piedi della Basilica di Collemaggio, segna l'avvio di quel percorso di redenzione e riconciliazione predicato da Celestino V. E posto, nero su bianco, nella Bolla del Perdono. La cultura incontra l'arte e la spiritualità, si fa verbo di umana supplica. Il primo Giubileo della storia, precursore del Giubileo universale della Chiesa cattolica, riflette l'atto di perdono tra le comunità locali.

Pace, solidarietà e riconciliazione sono i tre concetti cardine della Bolla del Perdono per quanti, senza distinzione di classi sociali, lucrano l'Indulgenza plenaria, la remissione dei peccati e l'assoluzione della pena. Un invito simbolico alla pace tra i popoli: la Perdonanza aquilana è culla del valore universale di spiritualità che prende forma attraverso la Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Il rito solenne che Papa Celestino V, ad una mese dalla sua incoronazione, concesse al popolo. In quella basilica edificata, per sua volontà, sul Colle di Maio. Mai, come nell'anno dell'Aquila Capitale della cultura, il messaggio di pace si è alzato con tale vigore, simbolo di una comunità che ritrova, nelle celebrazioni della Perdonanza, i fili di una tessitura antica di valori e storia.

Con L'Aquila Capitale italiana della cultura sullo sfondo, il Perdono di Celestino V si veste di nuova luce e celebra quel fermento che, già nel 1200, ha reso la città fervida e viva. Dal 2019 la Perdonanza celestiniana è iscritta nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Un riconoscimento che ne sancisce l'alto profilo etico e culturale globale: un rito che unisce le comunità locali e internazionali attorno ai valori del dialogo intergenerazionale e dell'inclusione sociale, che ha posto le basi spirituali e civili per il concetto moderno di uguaglianza e dignità umana davanti alla giustizia e al perdono. Anche nel nome della cultura.

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