Il meteorite di San Valentino nei Laboratori del Gran Sasso

20 Febbraio 2023

All’Aquila per le analisi i frammenti caduti il 14 febbraio sul balcone di una casa a Matera Bolide in cielo filmato anche da una telecamera che l’osservatorio Prisma gestisce a Vasto

L’AQUILA. Saranno i Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso diretti da Ezio Previtali ad analizzare i frammenti della meteora di San Valentino trovati su un balcone di una casa di Matera, in Basilicata. Arriveranno all’Aquila tra oggi e domani. A darne notizia è Daniele Gardiol, astronomo dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) di Torino e coordinatore nazionale della rete Prisma, la prima rete italiana per lo studio delle meteore e dell’atmosfera dell’Inaf.
CHE COSA È ACCADUTO
Lo scorso 14 febbraio, verso le 19, un luminoso bolide è stato osservato da numerosi testimoni solcare il cielo del centro e del sud Italia. Per gli esperti aveva la grandezza di un pallone da calcio, caduto a una velocità di 300 chilometri orari. A osservare l’evento anche le telecamere che l’osservatorio Prima ha a Castellana Grotte, Tricase e Vasto. Grazie alle immagini, era stata circoscritta la zona di possibile caduta, individuata a nord di Matera. Era scattata una “caccia” ai frammenti già dal 15 febbraio. Il più grande caduto sul balcone di una casa di una coppia di anziani. «Abbiamo sentito un forte botto», hanno raccontato. Finora sono stati recuperati oltre 70 grammi in 12 frammenti principali e decine di frammenti più piccoli. Il meteorite nell’impatto ha scheggiato una piastrella del balcone.
I PRECEDENTI
Queste cadute di piccoli corpi celesti sono rare ma non inedite. L’ultimo episodio registrato con certezza in Italia risale al gennaio 2020 quando arrivò dal cielo un frammento nella zona di Cavezzo (Modena). Da quanto esiste Prisma è stata registrata una media di una caduta all’anno di meteoriti sull’Italia ed è stato raccolto materiale in due casi su sei, il 30%. Spesso il luogo di caduta è il mare, o la montagna o luoghi impervi.
LE ANALISI
Gli studi nei Laboratori del Gran Sasso serviranno a capire origine, dimensioni e composizione del materiale. «Le meteoriti sono oggetti primordiali del sistema solare, hanno un’età di circa 4,5 miliardi di anni», spiega l’astronomo Gardiol, «sono importanti per studiare le prime fasi del sistema solare, cosa che non è più possibile fare con le rocce della Terra che nel corso delle ere geologiche si sono molto modificate. È importante raccogliere i frammenti il prima possibile per evitare che vengano contaminati dall’ambiente terrestre e poter così studiare gli aminoacidi e le altre sostanze chimiche presenti agli albori del sistema solare».
L’ABRUZZO E LE METEORE
In regione la caduta di un meteorite potrebbe essere collegata al cratere del Sirente, un piccolo lago stagionale nei pressi di Secinaro. La forma quasi circolare, infatti, è caratteristica dei crateri meteoritici, seppur la sua origine è dibattuta nella comunità scientifica. Secondo alcuni studiosi, il cratere sarebbe stato creato da un meteorite del diametro di circa 10 metri, caduto nel IV o V secolo d.C.. L’ipotesi che il meteorite del Sirente possa essere il fenomeno astronomico osservato da Costantino il Grande e dal suo esercito prima della battaglia di Ponte Milvio ha suscitato grande eco sulla stampa nazionale ed estera. Suggestione o verità?
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