Il ministero: subito la fusione delle Camere di commercio

23 Febbraio 2018

L’AQUILA. Non c’è nulla da fare. Le procedure per la composizione del nuovo consiglio della nuova Camera di commercio del Gran Sasso, l’unione tra le Camere dell’Aquila e Teramo, si deve fare. E...

L’AQUILA. Non c’è nulla da fare. Le procedure per la composizione del nuovo consiglio della nuova Camera di commercio del Gran Sasso, l’unione tra le Camere dell’Aquila e Teramo, si deve fare. E «senza indugio». Lo ha sancito il direttore generale della Divisione III del Sistema camerale del ministero dello Sviluppo economico, Mario Fiorentino, rispondendo a un chiarimento chiesto dal commissario ad acta della Camera di commercio dell’Aquila, Fausta Emilia Clementi, nel quale si chiedeva il parere della direzione romana per un eventuale rinvio della fusione ad aprile.
La richiesta della Camera di commercio aquilana si basava su una sentenza della Corte costizionale e sul fatto che non erano pronti i dati delle imprese aderenti al 31 dicembre 2017. In estrema sintesi, la direzione del ministero ha risposto che la sentenza della Corte non rientra nel caso e per quanto riguarda i dati, le Camere erano al corrente da tempo della fusione e delle scadenze, facendo intendere che dovevano pensarci prima al conteggio degli iscritti. Inoltre, L’Aquila non ha indicato il cosiddetto «settore di rilevante interesse», al contrario di Teramo, che ha indicato la pesca. La procedura, dunque, per la composizione del nuovo consiglio, si aprirà regolarmente l’1 marzo. Le associazioni di categoria avranno 40 giorni per presentare le candidature, che andranno a comporre il nuovo consiglio della nuova Camera di commercio del Gran Sasso d’Italia. Il documento verrà quindi trasmesso alla Regione dal commissario Clementi, e la Regione nominerà il nuovo consiglio, pronto entro l’estate. La sede del nuovo soggetto istituzionale sarà L’Aquila e la giunta sarà a 6 componenti, più il presidente. Questi i giochi: l’attuale presidente, Lorenzo Santilli, mira alla conferma o in alternativa alla vicepresidenza. Ma c’è un accordo (detto dell’”ossobuco”) del 2011 tra Confcommercio e Confindustria. Ed entrerebbe in gioco Agostino Ballone, a capo di Confindustria Abruzzo. Anche l’Ance dell’Aquila chiede un posto in giunta.(v.p.)
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