Il ministro Carfagna promette «Rinforzi per la ricostruzione»

Annunciata la creazione di una squadra di specialisti per le progettazioni e l’avvio dei cantieri L’obiettivo è sostenere l’attività dei 57 Comuni del cratere sismico per sbloccare i progetti incagliati
L’AQUILA. Ricostruzione, arrivano i rinforzi. Tredici anni dopo il terremoto, il governo cerca di accelerare i cantieri incagliati, le pratiche bloccate, le grandi incompiute. Lo fa attraverso un annuncio affidato alla ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna.
squadra speciale
«Il nuovo capitolo della ricostruzione abruzzese aperto prima con il Pnrr e poi con il decreto Governance segna un’altra tappa importante», annuncia Carfagna. «Il protocollo sottoscritto dall’Agenzia per la Coesione territoriale metterà a disposizione dei 57 Comuni del cratere una nutrita squadra di specialisti per sostenere le progettazioni e l’avvio dei cantieri. La task force ci aiuterà a mantenere l’impegno che abbiamo solennemente preso all’Aquila il 28 settembre scorso, all’inaugurazione del Parco della Memoria: riavviare e accelerare il processo di risanamento e di rilancio economico ovunque sia bloccato o rallentato, non solo con i finanziamenti, ma anche con le semplificazioni normative e il sostegno alle amministrazioni più fragili», ha concluso la ministra. L’intesa per la “Task force sisma” è stata raggiunta dall’Agenzia per la Coesione territoriale, la Struttura di missione per il coordinamento della ricostruzione, gli Uffici speciali per la ricostruzione dell’Aquila e degli altri 56 Comuni del cratere sismico. L’intesa è rivolta a dare impulso soprattutto agli interventi considerati maggiormente in ritardo, attraverso un supporto operativo e il rafforzamento della capacità tecnico-amministrativa delle strutture interessate. La task force sarà sostenuta dai fondi del Pon Governance 2014-2020.
l’impegno di draghi
Nella sua visita aquilana, cui fa riferimento la ministra, il presidente del consiglio dei ministri mario Draghi parlò di «azione e ricostruzione». «Oltre la responsabilità della memoria, il governo deve assumersi l’impegno dell’azione», disse. «Mi riferisco alla ricostruzione post-sisma che procede ovunque, ma con velocità diverse. Nella città dell’Aquila il rifacimento degli edifici privati ha superato l’80% grazie anche all’introduzione di tecniche e procedure innovative di cui possiamo essere orgogliosi; negli altri comuni del cratere il processo è invece più lento, i ritardi colpiscono soprattutto la ricostruzione pubblica che non ha ancora un piano completo: parlo di scuole, strade, uffici, chiese, gli edifici che rendono un luogo una comunità. Dobbiamo accelerare. È un obbligo morale che abbiamo verso voi tutti e dobbiamo farlo per aiutare la ripresa economica di queste zone. Il terremoto del 2009 ha causato perdite stimate in oltre 200 milioni di euro all’anno; l’11% circa del valore aggiunto complessivo di quest’area, a cui si sono aggiunti i danni della pandemia».
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