Il monito di Marinangeli: «La guerra non è vinta»

Sci e assembramenti in città, il primario avverte: un anno di lacrime non è servito E intanto l’Ance mette a disposizione una struttura per le vaccinazioni di massa
L’AQUILA . «Un anno di lacrime e sangue sembra non essere servito a nulla». Un monito che è anche uno sfogo, quello del primario di Rianimazione e Terapia Intensiva Franco Marinangeli. Parole, rivolte ai concittadini, che arrivano quando nel territorio aquilano il Covid sta lasciando spazio a un momento di «relativa calma», ma che verrebbe vanificato da comportamenti irresponsabili, come gli affollamenti visti lo scorso fine settimane in montagna. Ieri, secondo il report dell’Asl, in città si sono registrati 8 nuovi casi, 5 a Pizzoli, 3 a Fossa, 2 a Barisciano, a fronte di 28 in tutta la provincia. Intanto l’Ance e l’ente bilaterale Ese-Cpt mettono a disposizione un grande edificio nella zona Ovest, da utilizzare come centro di vaccinazioni per gli operai edili e le loro famiglie, ma anche per tutta la popolazione.
MARINANGELI. «Abbiamo due nemici da abbattere, il Covid e l’ignoranza. Il fatto di non avere parenti stretti in gravi condizioni», sottolinea il primario e direttore sanitario pro-tempore della Asl, «ci porta inevitabilmente a rimuovere il problema Covid e fare ciò che si è visto nel weekend in montagna, tutti insieme appassionatamente. Un anno di lacrime e sangue sembra non essere servito a nulla. Stiamo vivendo un momento di relativa calma nel nostro piccolo mondo circondato dalle montagne, ma dietro l’angolo l’inferno continua e il nostro ospedale continua a avere posti letto al completo. Il fatto che gran parte dei pazienti provenga da altre Asl dovrebbe portarci ad apprezzare la nostra situazione e a comportarci in maniera adeguata per evitare di ripiombare nella tragedia. Da adesso», aggiunge Marinangeli, «le zone rosse saranno definite in maniera chirurgica. Saranno i numeri dei singoli comuni a decidere e con le varianti all’orizzonte i contagi saranno molto più veloci. Poi non ci lamentiamo se si sarà costretti a chiudere tutto, sarà inevitabile se non facciamo la nostra parte. Ci stiamo massacrando per vaccinare, ma non ne abbiamo per tutti e subito, quindi il vaccino è certamente una speranza, l’unica speranza, ma non una soluzione immediata, facciamocene una ragione! Vi invito dunque a riflettere e a trasmettere ai giovani questi che sono concetti elementari e a evitare la rimozione del problema. Il problema esiste e dovremo imparare a conviverci ancora per un pezzo, questa è la realtà».
L’ANCE. Un grande e modernissimo edificio come polo di vaccinazione. L’idea è dell’Ance L’Aquila, tramite la commissione Covid, coordinata da Eliseo Iannini, con il suo ente bilaterale Ese-Cpt partecipato dai sindacati del settore costruzioni, di cui è presidente Gianni Cirillo. «È interesse di tutti», spiega Iannini, «uscire prima possibile da questa emergenza che sta impoverendo i territori e le imprese. È comprensibile che il sistema sanitario nazionale faccia fatica a fronteggiare una vera e propria catastrofe sanitaria inaspettata ed è per questo che ci interroghiamo su come poter dare una mano alle nostre comunità». Il nuovo campus dell’edilizia di San Vittorino è stato completato negli ultimi mesi e a breve sarà pronto per l’inaugurazione e l’apertura al pubblico. Anche per il presidente di Ance L’Aquila Adolfo Cicchetti, «sarebbe un bel modo per inaugurare la struttura e metterla subito al servizio non solo delle imprese e delle loro maestranze dell’Aquila, Marsica e Valle Peligna, ma della comunità tutta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

