Il muratore è morto per annegamento

11 Marzo 2018

Attesi ulteriori riscontri dall’autopsia nell’ambito delle indagini sul ritrovamento del 36enne in un canale. Funerali bloccati

L’AQUILA. Quando è caduto nel canale era probabilmente ancora vivo. E la morte, sopraggiunta “tecnicamente” per asfissia, sarebbe stata dunque conseguenza dell’annegamento. Queste le prime indiscrezioni che trapelano dagli ambienti investigativi per il caso della morte di un muratore albanese, Edmond Preka, di 36 anni, trovato privo di vita tre giorni fa.
Un canale irriguo di derivazione del fiume Vera, a Paganica, lungo una stradina interpoderale che rappresenta la prosecuzione di via Fioretta, è stato lo scenario del ritrovamento.
L’autopsia, che è stata eseguita all’obitorio dell’ospedale dell’Aquila, ha dato dunque le prime risposte, anche se si è in attesa di ulteriori chiarimenti che possano indirizzare le indagini in una direzione più circoscritta. Una delle piste è quella dell’incidente stradale, ma l’uomo potrebbe essere finito nel canale anche in seguito a un malore. C’erano altri con lui? A poca distanza dal corpo senza vita sono stati trovati il cellulare e il portafogli. Continuano dunque le indagini da parte dei carabinieri della Compagnia dell’Aquila e della stazione di Paganica. Per il momento non è stato ancora concesso il nulla osta ai familiari per la celebrazione dei funerali. L’uomo conosceva bene la strada interpoderale dove ha trovato la morte. Era una strada che percorreva spesso, di ritorno dal lavoro, per arrivare al Progetto Case di Paganica dove viveva con la moglie e i due figli. L’allarme è stato dato dalla donna che giovedì sera non lo ha visto rientrare.
Proprio le ultime persone ad averlo visto in vita e sentito telefonicamente sono state convocate dai carabinieri. I quali, contestualmente alle indagini tradizionali, hanno anche avviato accertamenti tecnici quali l’acquisizione di telecamere a circuito chiuso di alcuni locali della zona e accertamenti sui tabulati telefonici.
©RIPRODUZIONE RISERVATA