Il Museo nazionale al Castello: conto alla rovescia per il rientro

Il ripristino del Munda al Forte spagnolo sarà graduale: i primi trasferimenti riguardano 262 opere Firmata la determina che dà il via all’affidamento del progetto per l’allestimento degli spazi espositivi
L’AQUILA. Inizia il conto alla rovescia per la riapertura del Museo nazionale d’Abruzzo (Munda) all’interno del Castello cinquecentesco. È stata firmata nei giorni scorsi dal segretario regionale ai beni culturali e responsabile del procedimento, Nicola Macrì, la determina per «l’affidamento del servizio di progettazione di fattibilità tecnico economica e definitiva dell’intervento di musealizzazione del Munda, l’allestimento dei laboratori di restauro e ricerca, l’allestimento dei nuovi depositi per le opere d’arte, la sistemazione degli spazi di accoglienza, la valorizzazione dei grandi bastioni angolari, la realizzazione e/o miglioramento delle opere di accessibilità e il superamento delle barriere architettoniche fisiche e cognitive».
Un servizio da oltre 125mila euro a valere sui fondi degli interventi del piano complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) nei territori colpiti dal sisma 2009 e 2016, che ha stanziato per il castello 8 milioni di euro. Si tratta del primo passo verso il ritorno del Munda al Castello cinquecentesco, dove proseguono i lavori di consolidamento e restauro.
LE OPERE
A fine mese è previsto il completamento del primo lotto di interventi, che ha interessato il fronte d’ingresso al Castello, il più danneggiato dal terremoto. Proprio quest’ala del Forte dovrebbe ospitare fin dai prossimi mesi il museo che tornerà nella struttura gradualmente.
PIANO DI RIENTRO
Il progetto per il rientro del museo è stato stilato, già lo scorso anno, dall’ex direttrice Maria Grazia Filetici, che a novembre ha lasciato l’incarico nelle mani di Federica Zalabra, direttrice regionale dei musei d’Abruzzo. Il Forte spagnolo sarà riaperto per sezioni e ospiterà il museo gradualmente. Il primo nucleo di opere selezionato è relativo ai periodi del Medioevo e del Rinascimento. Si tratta in totale di 262 opere, di cui 171 dipinti e 91 sculture. Si intende, inoltre, attivare dentro al Forte una vera e propria officina del restauro, in modo da eseguire frequenti ricognizioni nei diversi depositi per monitorare lo stato di conservazione delle opere e intervenire prontamente in caso di rischio. È stato anche avviato il disegno complessivo del nuovo allestimento ed è stata predisposta la redazione del progetto definitivo ed esecutivo dell’allestimento museografico del primo lotto del castello, che sarà riconsegnato a seguito del collaudo da parte del Segretariato regionale, stazione appaltante, e dalla Soprintendenza che, con l’architetto Antonio Di Stefano, conduce la direzione dei lavori di restauro.
LA DETERMINA
Il documento specifica che «dopo una preliminare valutazione effettuata dal responsabile unico del procedimento, congiuntamente all’ufficio di progettazione sono stati individuate alcune priorità per le quali è necessario avvalersi di professionalità esterne non reperibili nell’ambito dell’Ufficio, necessarie per restituire il bene tutelato alla collettività e perfettamente funzionale agli usi dedicati, in particolare per il servizio di studio di fattibilità tecnico economica dell’allestimento museale e deposito di sicurezza delle opere del Munda al castello». A tal fine è stato stabilito di «procedere alla consultazione di un operatore economico specializzato per l’incarico individuato su proposta del rup, affinché possa formulare la propria migliore offerta economica». Tale operatore è lo studio associato Guicciardini e Magni di Firenze, che si è già occupato della progettazione dell’allestimento museografico e degli arredi del museo. Insomma, il ritorno del Munda al Castello sembra oramai vicino: una volta completata la progettazione per l’allestimento del nuovo museo e collaudato il primo lotto di lavori, almeno una parte delle opere potrà tornare nella sede dove nel 1951, per la prima volta, venne inaugurato il Museo nazionale d’Abruzzo.
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