Il Natale amaro di Campotosto: «Paese abbandonato»

22 Dicembre 2017

Appello al presidente della Regione dai consiglieri di minoranza «L’unica struttura merito degli alpini, per il resto solo passerelle»

CAMPOTOSTO. Sarà un Natale amaro a Campotosto. Il centro dell’Alto Aterno, a quasi un anno dal terremoto che l’ha reso un paese spettrale, fa i conti coi ritardi e le difficoltà di una ricostruzione ancora tutta da scrivere. Intanto i consiglieri di minoranza del Comune, Antonio Di Carlantonio, Erminia Alimonti e Giovanna De Angelis, rivolgono una lettera-appello al presidente della Regione Luciano D’Alfonso affinché sblocchi la situazione di impasse che sta vivendo quella popolazione. «Con rammarico e tanta tristezza», scrivono i consiglieri di opposizione, «notiamo che a Campotosto, dal terremoto del 18 gennaio scorso, che ha distrutto il 90 per cento del nostro comune, nulla è cambiato. Una sola cosa positiva va segnalata: la struttura donata dall’Associazione alpini. Per il resto, la situazione si è ulteriormente aggravata, e questo grazie anche all’indifferenza delle istituzioni, cominciando da quella locale: solo passerelle».
I consiglieri rimarcano una nuova emergenza che si è determinata nel proprio territorio comunale. «A causa di una frana», raccontano, «la strada provinciale che collega Campotosto ad Aringo, Montereale, Pizzoli e L’Aquila è stata chiusa. Il problema è gravissimo, considerando che siamo a dicembre e, memori della stagione invernale scorsa, avendo come strada di accesso soltanto la statale 577, il paese potrebbe rimanere bloccato per diversi giorni. A distanza di undici mesi dal sisma, l’amministrazione comunale non è riuscita a mettere a disposizione un terreno di circa 50 metri quadrati per una chiesetta di legno, nonostante ci fossero dei donatori. Per quanto riguarda gli ambulatori medici, le soluzioni non sono soddisfacenti. A Campotosto, dopo un’attesa di 10 mesi, ora c’è un ambulatorio in un locale della struttura Ana. A Mascioni c’è un container tipo cella frigorifera, con sala d’aspetto all’aria aperta. Ai pochi titolari di attività economiche che resistono in loco, ai cittadini che vivono a Campotosto, le istituzioni dovrebbero dare un’indennità invece di far ricominciare a pagare le tasse».
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