Il padre dello chef: «Un dolore immenso»

16 Gennaio 2019

La tragedia nell’hotel di Pescasseroli, oggi l’autopsia su Ferreri. Si fa strada l’ipotesi del malore

AVEZZANO. «Un dolore immenso, che non auguro nemmeno al peggior nemico. Ne ho passate tante nella vita, ma perdere un figlio in questo modo è la cosa peggiore che può capitare». È Vincenzo Ferreri che parla, padre di Antonello, il giovane chef di 35 anni, di Avezzano, trovato morto lunedì mattina lungo le scale del Grand Hotel del Parco a Pescasseroli, dove lavorava da qualche mese. La procura della Repubblica di Sulmona ha aperto un’inchiesta per accertare la cause della morte visto che la dinamica dell’episodio lascia ancora qualche dubbio. E per fare piena chiarezza sulla vicenda è stata disposta l’autopsia che sarà eseguita alle 12.30 di oggi all’ospedale di Sulmona dall’anatomopatologo Luigi Miccolis. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri della compagnia di Castel di Sangro. Sono due al momento le ipotesi al vaglio degli inquirenti: il giovane chef, che soffriva di ipertensione, potrebbe aver perso la vita per un improvviso malore che sarebbe risultato fatale, provocando la caduta, oppure la morte potrebbe essere subentrata a causa delle ferite. «Ne sapremo di più dopo l’autopsia», afferma l’avvocato Antonio Milo che assiste la famiglia del giovane deceduto, «anche se le prime risultanze farebbero pensare a un malore. Da parte nostra abbiamo deciso di non nominare il perito di parte proprio perché ci fidiamo del lavoro che stanno eseguendo carabinieri e Procura». A ritrovare il corpo del giovane cuoco è stata una giovane che lavora nella struttura e che ha lanciato subito l’allarme e ha allertato i soccorsi. A constatare il decesso sono stati prima i sanitari del 118, e poi il medico legale fatto intervenire dai carabinieri per la prima ispezione cadaverica. L’episodio ha lasciato sgomento e tristezza tanto a Pescasseroli quanto ad Avezzano.
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