Il palazzo della discordia all’ex Magistrale

La proposta del Comune per l’immobile di via Roma 207. A Santa Croce rinascono tre condomìni su 5
L’AQUILA. Ricostruire il palazzo al civico 207 di via Roma al posto dell’ex istituto magistrale a Villa Gioia. È questo “l’asso nella manica” messo sul banco dall’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, durante la presentazione dell’accordo di programma firmato lo scorso 16 maggio insieme al presidente della giunta provinciale Antonio De Crescentiis e all’amministratore unico dell’Ater Francesca Aloisi. Alla presentazione hanno preso parte anche il capo dell’ufficio speciale Raniero Fabrizi e la dirigente comunale Chiara Santoro. L’accordo di programma s’inserisce nel piano di ricostruzione, è finanziato dalla delibera Cipe 135 del 2013 ed è finalizzato al recupero e al miglioramento della zona, che passa anche attraverso la valorizzazione dei ritrovamenti archeologici nell’area e in particolare di Porta Barete, antico accesso alla città, rimasto sepolto per anni sotto il civico 207 di via Roma. Nella zona, infatti, da agosto 2015 vige il nuovo vincolo della Soprintendenza unica, dopo l’annullamento del precedente deciso dal Tar a seguito del ricorso dei condòmini del palazzo. Nonostante le numerose proteste, sembra ormai chiaro che l’edificio non potrà essere ricostruito dov’era. Con buona pace dei residenti a cui, tuttavia, il Comune prospetta tre diverse soluzioni: la prima riguarda la riapertura dei termini per avere un’abitazione equivalente (gli appartamenti verranno valutati 2500 euro a metro quadrato, con cui sarà possibile acquistare un’altra abitazione su tutto il territorio nazionale). La seconda possibilità prospettata è la permuta con uno degli appartamenti del patrimonio edilizio del Comune. L’operazione sarà possibile in via eccezionale anche per le prime case. Proposte che sembrano non piacere ai residenti del civico 207, tanto da portare il Comune a cacciare dal cilindro una terza soluzione: qualora fossero d’accordo tutti i condòmini, infatti, si darà la possibilità di ricostruire il palazzo a Villa Gioia, a posto dell’ex istituto magistrale che verrà abbattuto.
«Una posizione molto migliore rispetto a quella in cui si trovava», precisa Di Stefano. Nella stessa area sono previsti anche l’ampliamento del tribunale e l’abbattimento dell’ex istituto d’arte. La zona di Porta Barete verrà riconnessa anche strutturalmente a quella delle mura. Sarà eliminato il viadotto di via Vicentini e si riporteranno alla luce i reperti emersi, almeno in parte; la zona sarà pedonalizzata in modo da realizzare un parco archeologico. I condomìni di Santa Croce verranno ricostruiti “in loco”, ma non “in situ”: dovranno spostarsi di qualche metro. Dei 5 esistenti ne verranno ricostruiti solo tre: numerosi proprietari hanno scelto la via dell’acquisto equivalente e della permuta. Il condominio “Le Poste”, verrà riedificato più basso, in modo da non deturpare il paesaggio. Il tutto sarà inserito in una delibera che approda in giunta domani.
Michela Corridore
©RIPRODUZIONE RISERVATA

