Il papà: «Vi racconto Luca e tutto l’amore che dava»

Bernardino Messineo: grazie agli amici ho scoperto aspetti che non conoscevo Era buono e rispettoso, ma non immaginavo il grande affetto nutrito per lui
L’AQUILA. «Era un angelo mio figlio». Gli occhi chiari di Bernardino Messineo, velati dalle lacrime, inseguono il filo dei ricordi. Alla memoria e all’amore si affida il padre di Luca per lenire il dolore indescrivibile che accompagna la perdita di un figlio di 37 anni. Il ricordo si ferma bruscamente a cinque giorni fa, quel maledetto lunedì mattina in cui la vita del giovane uomo si è spezzata tra Coppito e Preturo, sull’asfalto della provinciale 33. L’amore è quello, inaspettato in proporzioni così grandi, che i tantissimi amici di Luca hanno voluto testimoniargli nell’ultimo, affranto saluto. Bernardino, insieme alla moglie Margherita Taglieri e agli due figli, Alessandro ed Emanuele, ne è rimasto sorpreso. Lo ammette con candore.
«Non mi sarei mai aspettato», confessa, «di vedere tutte quelle persone che gli volevano bene». Gli amici di Luca gli hanno raccontato episodi, particolari della vita del figlio che lui non conosceva. «Non immaginavo che fosse così tanto amato», ripete Bernardino a cui quelle parole, cariche di commozione e affetto, hanno mostrato un lato riservato del carattere del giovane uomo la cui esistenza si è infranta nel tragitto impatto tra la sua auto e quella di una madre che stava accompagnando a scuola il suo bimbo di sei anni. «Faceva del bene a tutti», sono le frasi rimaste nel cuore di Bernardino e che gli incrinano la voce, «se c’era qualcuno in difficoltà, lui correva ad aiutarlo e l’avrebbe accompagnato ovunque». Il padre l’ha sempre conosciuto come «buono e affettuoso», ma quelle testimonianze gli mostrano del figlio molto di più. «È sempre stato rispettoso e attento nei confronti degli altri», ricorda, «ma non sapevo a questi livelli». Il pensiero, dunque, non può che andare agli amici di Luca. «A tutti quelli che gli hanno voluto bene», sottolinea Bernardino.
In particolare il suo grazie è indirizzato ai componenti dell’Abruzzo racing car con i quali Luca condivideva la grande passione per le auto. E poi i compagni di scuola, quelli della «classe ’83» a cui il meccanico era rimasto legato nella condivisione delle esperienze della prima giovinezza. «Tutti lo ricordano come una persona molto generosa», rivela Bernardino. L’enorme abbraccio simbolico da parte sua e della famiglia avvolge la comunità di Vittorito, paese dei nonni materni di Luca, ma anche quella di Paganica, con la quale permane un legame particolare. Il sentimento più profondo di riconoscenza è per «Ninnitto, il fiorista». Più che un amico lo considera la famiglia Messineo, ma per Luca era «come un fratello».
È stato lui a restare al fianco di Bernardino e dei suoi congiunti dal momento della tragedia fino al funerale celebrato mercoledì pomeriggio nella chiesa di Santa Maria del Soccorso al cimitero monumentale. «Ha pensato a tutto Ninnitto», tiene a specificare il padre di Luca, «non ho parole per ringraziarlo». Nel cuore di Bernardino restano anche le frasi pronunciate nell’omelia durante il rito funebre celebrato dai frati Cappuccini padre Gaspare e padre Luca e da don Federico. Il ricordo grato e commosso non tralascia neppure Preturo, dove Luca aveva diverse conoscenze e che frequentava spesso, ma anche Coppito 3, dove risiede la sua famiglia. In tanti, nelle ore successive alla tragedia di lunedì mattina, hanno affidato alle pagine dei social il loro cordoglio e pensieri di profondo affetto nei confronti del giovane meccanico. Per tutti Bernardino ha espressioni di gratitudine. L’amore però, per quanto grande e profondo, manifestato dagli amici di Luca non riuscirà mai a compensare la sua perdita. La memoria breve si ferma così ai minuti che hanno preceduto lo schianto, quando il meccanico stava per uscire di casa come ogni giorno. C’è stato qualcosa di diverso nel rituale mattutino. «Faceva sempre colazione e invece non ha mangiato niente», ricorda Bernardino, «è uscito subito e poi è stato un attimo».
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