Il Parco della Majella ordina: stop ai fuochi d’artificio

POPOLI. Da mercoledì molti dei 39 Comuni delle tre province dell’Aquila, Pescara e Chieti, i cui territori ricadono entro i confini del Parco nazionale della Majella hanno iniziato a ricevere, via...
POPOLI. Da mercoledì molti dei 39 Comuni delle tre province dell’Aquila, Pescara e Chieti, i cui territori ricadono entro i confini del Parco nazionale della Majella hanno iniziato a ricevere, via posta Pec, una comunicazione da parte dell’ente Parco, di revoca delle concessioni rilasciate per effettuare fuochi pirotecnici in occasione delle festività patronali o di altre feste di paese pubbliche e private. La lettera del Parco ha valore di ordinanza immediata. Pertanto, anche quei comuni che avessero già sottoscritto un contratto con le società di fuochi pirotecnici per le imminenti feste paesane devono fare in modo di annullare tutto. La decisione da parte degli organi direttivi del Parco arriva dopo i distruttivi incendi che si sono verificati sulle pendici del Morrone e della Maiella. «È evidente», spiega il direttore generale del Parco, Oremo Di Nino, «che il nostro è un provvedimento precauzionale e motivato esclusivamente dalla particolare e straordinaria condizione a cui sono sottoposti i territori ricadenti entro i confini del Parco».
«Siamo chiamati», sottolinea il direttore, «alla responsabilità di prevenire, per quanto possibile, ogni rischio di incendio con inneschi accidentali quali potrebbero essere i fuochi pirotecnici, anche se finora mai nessun incendio è divampato a causa dei fuochi». Di certo l’azione preventiva dell’Ente di tutela del territorio tiene conto anche dall’impossibilità di pronto intervento da parte dei carabinieri forestali, come previsto dalla recente riorganizzazione del corpo, in caso di roghi accidentali. Gli incendi ancora in corso sul Morrone hanno prodotto danni ingentissimi alla fauna, alla flora e al paesaggio e vanno a sommarsi ai danni dei precedenti roghi di Caramanico Terme, Sant’Eufemia e San Valentino.
Walter Teti
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