Il parroco “sequestra” la statua di San Rocco

Castelvecchio Subequo. Salta la processione, i fedeli chiedono l’allontanamento di padre Massimiliano
CASTELVECCHIO SUBEQUO. Non espone la statua di San Rocco in chiesa, facendo saltare la tradizionale processione in onore del santo, e i residenti protestano. Nel mirino è finito il parroco del paese, tanto da reclamarne il trasferimento con una petizione da inviare al vescovo Angelo Spina.
Tutto è partito dalla decisione di padre Massimiliano Di Carlo di tenere sigillata in sacrestia la statua di San Rocco perché, a suo dire, non era stato formato un comitato che, unitamente al parroco, avrebbe dovuto gestire i festeggiamenti. «La statua, senza un regolare comitato che la prenda in consegna, non esce dalla chiesa», ha tuonato padre Massimiliano verso i fedeli che pretendevano la disponibilità del simulacro. Mentre i cittadini minacciano di portare la statua in processione anche senza l’autorizzazione del parroco. Un atteggiamento che ha spinto il superiore del convento annesso alla chiesa di San Francesco di Assisi, a mettere sotto chiave la statua contesa. Risultato: la processione è saltata, con i fedeli che sono andati su tutte le furie formando un comitato spontaneo per chiedere il trasferimento del parroco in altra sede. «Inutile ricordare quanto accaduto in un anno fallimentare da parte del padre guardiano», scrivono i fedeli nella petizione, ricordando anche discussioni abbastanza accese con lo stesso padre Massimiliano, circostanze che avrebbero reso tesi i rapporti nella piccola comunità di Castelvecchio fino all’esasperazione degli animi, tanto da arrivare alla richiesta di un nuovo parroco. Una rottura che sembra insanabile e che il sindaco Pietro Salutari sta provando a ricucire in qualche modo.
«Penso si possa arrivare a una mediazione», dice Salutari. «La Chiesa ha delle regole che vanno rispettate, così come il parroco dev’essere più disponibile nei confronti della comunità religiosa di cui è il pastore. I margini per arrivare a una soluzione credo che ci possano esserci. Incontrerò padre Massimiliano e una delegazione del paese per sanare ogni contrasto».
La storia è già arrivata alle orecchie del vescovo Spina e non è escluso che il presule sia costretto a intervenire in prima persona per riconciliare gli animi. Anche se c'è una parte di residenti che sembra irremovibile e decisa a chiedere la testa del parroco.(c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

