Il passato che torna, ma il 2009 non è solo un terribile ricordo

12 Dicembre 2023

La politica, dopo più di 14 anni, ne ha ripreso “possesso”: a poche decine di metri cantieri e segni della catastrofe

Ci sono momenti in cui la cronaca ha il sapore agrodolce della storia. Comunque la si pensi. Uno di quei momenti la città lo ha vissuto ieri fra le 10.49 e le 10.50 quando il sindaco Pierluigi Biondi ha tagliato il nastro tricolore che ha segnato “la ri-nascita” di Palazzo Margherita, sede, ma soprattutto “cuore” del Comune dell’Aquila. La politica, dopo più di 14 anni, ne ha ripreso “possesso” e, almeno per il tempo dell’inaugurazione, si è fermata per guardare indietro con giusto orgoglio, interrogarsi sull’oggi con un po’ di apprensione, lanciare uno sguardo non rassegnato al domani. Rientrare in quel Palazzo – che fu nel 1300 del Capitano di Giustizia e a fine 1500 di “Madama Margherita d’Austria” – non significa però che il 2009 è solo un brutto ricordo. A poche decine di metri troneggiano il cantiere del Convitto, le “ferite” dei palazzi pubblici ex Ipab (in via Marrelli), Quinzi e Carli. Anche nell’atrio di Palazzo Margherita i segni della catastrofe sono in una miriade di pietre, ben allineate in attesa di essere riutilizzate. Palazzo Margherita “sembra” lo stesso di prima. Anche lo spazio – che nell’aula consiliare (al piano nobile) è riservato ai giornalisti che seguono i lavori dell’assise – non ha nulla di diverso da quello di chi lo aveva frequentato nell’altra vita. Il murale di Fulvio Muzi troneggia sugli scranni a ricordare che la libertà una volta conquistata va continuamente difesa e mai data per scontata. Nei corridoi che portano all’aula consiliare sono “appesi” i volti degli aquilani illustri. Una collezione d’arte che fino al 2009 era conservata in gran parte nell’aula preconsiliare, spesso il luogo degli accordi e delle trame politiche. Il presidente del consiglio comunale, Roberto Santangelo, l’ha voluta spostare per farla vedere a chiunque visiterà il Palazzo. Ma in tutto l’edificio le immagini raccontano storia. Chi entra da Piazza Palazzo non può non notare la targa dedicata a Girolamo Pico Fonticulano, l’uomo che su incarico di Margherita, rinnovò l’edificio per renderlo degno della governatrice. Appena oltre l’ingresso ci sono due grandi foto. Una è di Amalia Sperandio la fotografa-artista “riscoperta” di recente grazie anche all’associazione “Jemo ‘nnanzi”. Si vede Palazzo Margherita immortalato, circa un secolo fa, in una giornata d’inverno. La statua di Sallustio, al centro della piazza, è imbiancata e sulla facciata del Palazzo ci sono due enormi manifesti con la curiosa pubblicità dell’amaro “Gambarotta”. L’altra immagine è di poco tempo fa: una luce colorata che da piazza Duomo, nella notte fra il 5 e 6 aprile, mira verso il cielo in cerca di 309 stelle. Salendo lo scalone (ieri c’era una guida d’eccezione, il professor Walter Capezzali) la memoria viene continuamente sollecitata: macerie e ricostruzione, dolore e rinascita e poi l’Italia e le sue istituzioni accorse in un “uragano” di solidarietà che non si è ancora “placato”. Non si può non notare un pezzo di storia della “nuova” Perdonanza. Nel 1983 l’artista Remo Brindisi realizzò un’opera in legno che servì per il trasporto della Bolla del Perdono. Fu poi “dismessa” ma resta un simbolo importante tornato ora nel posto che merita. Nell’aula al secondo piano, dove si è svolta la cerimonia inaugurale, c’è la grande foto di Papa Francesco che il 28 agosto 2022 ha aperto la Porta Santa. La stanza del sindaco non è stata modificata di molto. Biondi l’ha voluta “arredare” con un quadro che ritrae Gabriele D’Annunzio, con due disegni di Teofilo Patini, con un’opera di Guttuso, con alcuni scorci e paesaggi di autori di un certo pregio e un quadro che raffigura San Carlo Borromeo, copia di quello che era conservato nella cattedrale. Davanti all’ingresso della segreteria del sindaco, non certo messa a caso, l’immagine di Anton Ludovico Antinori, lo storico per eccellenza dell’Aquila, vissuto nel Settecento. È il passato che torna a farsi cronaca.
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