Il Pd: «Al Pronto soccorso pazienti non distanziati»

14 Agosto 2021

AVEZZANO. ll Pd lancia l’allarme sul pronto soccorso: «È in una situazione gravissima, bisogna intervenire». Il circolo del Partito democratico locale, guidato dalla segretaria Anna Paolini, accende...

AVEZZANO. ll Pd lancia l’allarme sul pronto soccorso: «È in una situazione gravissima, bisogna intervenire». Il circolo del Partito democratico locale, guidato dalla segretaria Anna Paolini, accende i riflettori sulla sanità locale e annuncia battaglia per tutelare la salute dei cittadini. «Mentre con grande soddisfazione l’amministrazione comunale avvia tutte le procedure per velocizzare e attivare i sondaggi sui terreni dell’area destinata ad ospitare il nuovo ospedale», affermano i Dem, «rispettando quella che era una priorità del sindaco sospeso Di Pangrazio, la situazione in cui versa il pronto soccorso della struttura marsicano continua a essere gravissima e di conseguenza quella di tutti i reparti di degenza e i servizi dell’ospedale».
Secondo Paolini «il pronto soccorso è stracolmo di pazienti che, nonostante l’abnegazione di chi ci opera, giacciono, senza possibilità di distanziamento, anche giorni, in attesa di un posto letto. Senza considerare le emergenze che il posto letto non possono aspettarlo».
I Democratici fanno notare che «il numero degli operatori e delle operatrici è sempre lo stesso e il numero di posti letto nei reparti è sempre lo stesso: è questo il problema centrale rispetto a qualsiasi altro, un posto letto ogni 600 residenti circa è drammaticamente insufficiente e ora con i nostri paesi pieni di non residenti la situazione esplode certificando l’impossibilità alla cura». Il Pd annuncia che continuerà «a battersi per i diritti delle persone e per una equa distribuzione delle risorse nei territori garantendo a tutta la cittadinanza la possibilità di accedere alle cure». L’invito all’amministrazione comunale è quello di considerare «una priorità la salute dei cittadini e delle cittadine in primis, facendo sentire la propria voce a una Regione sorda e garantendo la qualità dell’assistenza sanitaria nella struttura che oggi presiede alla nostra salute». (e.b.)
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