Il Pd corteggia Di Masci ma lui: niente simbolo

27 Aprile 2016

La decisione attesa per venerdì al termine dell’assemblea degli iscritti al circolo Il candidato sindaco: bene il sostegno di tanti amici, ma non voglio confusione

SULMONA. Il Partito democratico si riunirà in assemblea per scegliere il candidato sindaco da appoggiare nelle prossime elezioni amministrative del 5 giugno. A convocare l’assemblea degli iscritti, su indicazione del segretario regionale, Marco Rapino, è stato Mario Mazzetti, segretario provinciale del partito. La decisione del Pd di non presentare il proprio simbolo, ma di affidarsi alle liste civiche per eleggere una nuova amministrazione comunale che porti Sulmona fuori dalle secche della grave crisi in cui è precipitata, era stata stabilita proprio dai commissari del circolo e dallo stesso Rapino al termine di un percorso in cui era stata accertata l’impossibilità di presentare un proprio candidato sindaco sotto le insegne del Pd. L’assemblea è stata convocata per venerdì, alle 17, nella sede del partito e tutti i tesserati sono stati invitati a partecipare.

Dalle prime indiscrezioni circolate negli ambienti Dem, la maggioranza degli iscritti sarebbe orientata ad appoggiare la candidatura di Bruno Di Masci che ha ricoperto in passato l’incarico di presidente della Provincia, di sindaco di Sulmona e di consigliere regionale. «Tra gli altri candidati sindaco finora proposti non vediamo alternative, nessuno di loro sembra vicino alle nostre posizioni», afferma Franco Casalvieri, «per questo motivo l’orientamento della maggior parte degli iscritti al circolo è quello di dare fiducia a una persona autorevole e di lunga esperienza che porti avanti principi e valori del nostro partito coniugandoli con le esigenze della città».

«Di Masci può garantire un’amministrazione stabile a Sulmona», aggiunge Antonio Mastrogiuseppe, «anche perché in passato lo ha già dimostrato e in questo momento il capoluogo peligno e il territorio hanno bisogno di un uomo come lui, autorevole e non autoritario, che possa far ripartire l’economia e riavviare la macchina amministrativa comunale e che, nel contempo, possa preparare una nuova classe politica».

Dal canto suo il candidato Bruno Di Masci conferma che dall’assemblea si attende il giusto riconoscimento alla sua candidatura, «ma senza il simbolo del Pd, perché nella mia coalizione», dice, «non sono previsti simboli di partito. Ben venga l’adesione di persone con le quali condivido pienamente progetti e programmi da portare avanti per la rinascita della città. Sono stato io il primo, nel corso di una manifestazione pubblica al cinema Pacifico», prosegue Di Masci, «a mettere in evidenza che nella situazione drammatica che Sulmona sta vivendo, bisogna tutti rimboccarsi le maniche e mettere da parte bandiere e simboli di partito, arrivando a un patto civico con la città».

Quindi il “professore” tira dritto davanti alle polemiche innescate dalla candidata sindaco Anna Maria Casini, del raggruppamento “Noi per Sulmona”, che lo ha bollato come «un uomo ormai fuori tempo», affermando che chi si è formato ed ha operato dagli anni Settanta non ha i requisiti per affrontare le sfide odierne. Insomma, un candidato che rappresenterebbe il passato e non il futuro del territorio. «Abbiamo un programma già definito», aggiunge Di Masci incurante delle polemiche, «e lo stiamo arricchendo piano piano. Non rispondo alle provocazioni, io parlo solo di programmi e chi afferma che un politico di lunga esperienza non è adeguato alle sfide di oggi significa che è a corto di argomenti. E se il buongiorno si vede dal mattino....».

Claudio Lattanzio

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