Il Pd: «Maggioranza paralizzata, questa è una guerra per il potere»

Secondo i dem «è in atto una resa dei conti tra il sindaco e il senatore Liris in vista delle Regionali» Le accuse: «Lotte intestine e inerzia amministrativa». Ed è lungo l’elenco dei problemi tirati in ballo
L’AQUILA. «Latitanza politica del sindaco, mancata convocazione del consiglio comunale, lotte intestine in seno alla maggioranza, inerzia amministrativa, opere pubbliche al palo, criticità di frazioni e centro storico», ma anche «il rogo dell’Aquilana società multiservizi e le multe sotto ai portici». Questi i temi principali tirati in ballo dal Pd, che in una nota – senza firme – accusa la giunta Biondi per tutta una serie di questioni vecchie e nuove che minacciano di esplodere alla vigilia delle prossime elezioni regionali, gettando sale sulla recente ferita aperta da Forza Italia, ben lontana dall’essere rimarginata.
L’ATTACCO
«Al sindaco i problemi della città non interessano, impegnato com’è a mostrare il pugno duro nei confronti dei suoi stessi alleati» dichiarano dal Pd. I dem affondano sulla «resa dei conti» attualmente in corso «tra il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e il senatore Guido Liris, che alle prossime Regionali presenteranno ognuno il suo candidato (rispettivamente il presidente della Gran Sasso Acqua Alessandro Piccinini e il sindaco di Navelli Paolo Federico, ndc)». Esponenti del Pd che non mancano di sottolineare come «l’ennesima crisi di maggioranza stia avvelenando il clima tra le forze di governo in un intreccio di interessi contrapposti, con i consiglieri comunali di maggioranza che passano da un gruppo consiliare all’altro per far pesare le loro aspirazioni personali» concedendosi poi una considerazione sulla condotta politica del primo cittadino: «Biondi è oramai un estraneo a Palazzo Fibbioni, impegnato com’è in un lungo tour elettorale in giro per l’Italia», e accusando la «mancata convocazione del consiglio comunale, che non si riunisce da oltre un mese e mezzo».
I TEMI TOCCATI
«Per il Ponte Belvedere siamo all’ennesima posa della prima pietra; il parco urbano di Piazza d’Armi è stato de-finanziato; non si hanno notizie del masterplan di San Basilio; la ricostruzione delle scuole è all’anno zero; non si parla più del recupero di Porta Barete, figuriamoci dell’area ex Banca d’Italia o di Valle Pretara». Ma c’è spazio anche per il nodo sottoservizi, «la più importante opera pubblica del post terremoto, lasciata in stato d’abbandono sebbene fossero stati stanziati 80 milioni di euro» oltre che per lo «stato disastroso in cui versano le frazioni» nonché «l’insostenibile mancanza di parcheggi in centro storico, dove l’unica opera realizzata, a Porta Leoni, si sta rivelando un flop per le tariffe assurde». Ma anche il silenzio circa «l’errore marchiano commesso con la posa della nuova pavimentazione lungo il corso stretto, che costerà oltre 500mila euro l’anno o di pulizia». Senza dimenticare «l’incendio doloso all’Asm», sul quale il segretario cittadino del Pd Nello Avellani non manca di denunciarne «gli inquietanti contorni mafiosi» mentre «la maggioranza è impegnata nel dare la caccia ai ragazzi che si siedono sui finestroni dei portici di San Bernardino».

