Il Pd: «Nulla o quasi per prevenire il caos»

22 Ottobre 2020

I Dem attaccano Regione e azienda sanitaria: c’erano tempo e risorse per prepararsi durante l’estate

L’AQUILA . «Regione e Asl nei mesi estivi hanno avuto a disposizione risorse e tempo per predisporsi ad affrontare un possibile ritorno della pandemia. Il ministero della Sanità e l’esecutivo avevano stanziato risorse dando precise direttive su quello che bisognava fare, ma non si è fatto nulla o quasi».
Il Pd aquilano va all’attacco della giunta Marsilio e della direzione sanitaria della Asl dell’Aquila. A parlare sono stati la deputata Stefania Pezzopane, i consiglieri comunali Stefano Albano e Stefano Palumbo, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci ed Eva Fascetti, medico radiologo. «Gli eventi recenti che interessano L’Aquila e il suo territorio discendono da precise responsabilità, che, oltre alla Regione e alla Asl, investono anche il sindaco in qualità di presidente del comitato ristretto dei sindaci», ha affermato Pezzopane. Una delle cose che non sta funzionando, osservano i democratici, è il tracciamento dei contagi. Basti pensare che nell’ufficio preposto insediato all’ospedale San Salvatore, lavorano solo cinque impiegati. «Bisogna realizzare almeno venti postazione telefoniche», ha spiegato Palumbo, «si possono coinvolgere anche l’esercito e le associazioni e gli enti di volontariato».
Altro anello debole della catena di contenimento del Covid sono le Usca, le unità speciali di continuità assistenziale che vanno nelle case dei malati per curarli a domicilio. «Non sono state messe in condizione di funzionare», ha attaccato Albano, «bisogna portare ad almeno 30 il numero di sanitari della Asl addetti a queste unità, uno ogni 10mila abitanti, reclutare gli infermieri tra i volontari della Croce Rossa che hanno svolto il corso e fare appello, per gli autisti, al sistema del volontariato. I medici vanno reclutati tra gli specializzandi in medicina del territorio e medicina d’urgenza e attingendo dalle graduatorie di medicina generale e guardia medica». Pietrucci ha invece posto l’attenzione sull’ospedale Covid di Pescara: «In questo momento non ha il personale per poter essere gestito. Inoltre ha anche gravi limiti strutturali e sta operando, di fatto, come un’appendice dell’ospedale pescarese, accogliendo solo i pazienti delle province di Pescara e Chieti e lasciando fuori quelli di L’Aquila e Teramo». (ro.ciu.)
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