Il Pd ora rivendica la presidenza: prima grana per il sindaco Di Piero

Il Partito democratico vuole Nannarone, rimessa in discussione la scelta del medico Proietti La spinosa questione sarà al centro della riunione di maggioranza che si terrà questa mattina
SULMONA. Sembrava cosa fatta con la presidenza del consiglio comunale già assegnata al medico Maurizio Proietti, il più votato della coalizione che ha sostenuto il sindaco Gianfranco Di Piero. Ma, ieri mattina, nella riunione di maggioranza che si è tenuta a Palazzo San Francesco, è stato rimesso tutto in gioco. Il Partito democratico ha puntato i piedi rivendicando in maniera compatta il ruolo di presidente dell’assemblea civica. E questo in virtù di un successo elettorale che ha portato il Pd a essere il primo partito della coalizione. Il nome che hanno messo sul tavolo è quello della presidente del circolo Teresa Nannarone, la quale non era presente alla riunione per motivi personali.
La mossa del Pd, che arriva proprio alla vigilia del primo consiglio comunale in programma lunedì prossimo alle 9.30, ha spiazzato anche il sindaco Di Piero, il quale pensava di aver risolto già da tempo il problema. Tant’è che in tutte le prime uscite ufficiali, processione di Ognissanti, deposizione della corona ai caduti per le commemorazioni del IV novembre, al fianco del sindaco c’è stato sempre Maurizio Proietti.
A sostenere la richiesta del Partito democratico anche il rappresentante delle frazioni Claudio Febbo, eletto nella lista di “Intesa per Sulmona”, dove erano presenti principalmente esponenti della sinistra. Una maggioranza spaccata che proverà a trovare l’accordo nella riunione che si terrà questa mattina sempre a Palazzo San Francesco. E se non dovesse arrivare l’accordo non è escluso che la maggioranza lasci libertà di voto ai suoi dieci consiglieri. A quel punto, paradossalmente, potrebbe risultare decisivo il voto dell’opposizione.
Sono sei i voti espressi dalla minoranza: quattro dei civici di Andrea Gerosolimo e uno ciascuno da parte della Lega e di Fratelli d’Italia.
Per quanto riguarda i civici non ci dovrebbero essere problemi in quanto hanno fatto già sapere che non voteranno la presidente del Partito democratico. I quattro, Salvatore Zavarella, Franco Di Rocco, Luigi Santilli e il preside del Liceo scientifico Massimo Di Paolo che prenderà il posto del candidato sindaco Gerosolimo, (il quale dopo la cocente sconfitta elettorale ha deciso di non far parte dell’assise civica), lo comunicheranno ufficialmente questa mattina con una nota che verrà resa pubblica al termine del loro incontro.
Vittorio Masci ha già annunciato che si tirerà fuori dalla mischia lasciando alla maggioranza il compito di nominarsi il presidente.
«Nessuno mi ha mai interpellato sull’argomento, nonostante si stia parlando di un ruolo istituzionale, di una persona che dovrà rappresentare l’intero consiglio», ha precisato l’esponente di Fratelli d’Italia, Vittorio Masci. «Motivo che mi induce a lasciare nelle mani dei consiglieri di maggioranza la scelta». Per quel che riguarda la leghista Antonietta La Porta, invece, non è escluso che possa dare il suo voto a Teresa Nannarone, con la quale è stata tra i primi a congratularsi subito dopo la vittoria elettorale. Al momento l’unica cosa certa è che toccherà proprio a Teresa Nannarone, in quanto consigliere anziano, nonostante il più votato sia stato Proietti, presiedere il primo consiglio comunale. Anche se lo farà da casa (il consiglio si svolgerà in modalità mista, sia in remoto che in presenza) in quanto ancora in quarantena.
Dal Comune hanno già predisposto tutto per permettere alla presidente del Pd di poter rispettare il regolamento. Insomma, per Di Piero la consiliatura si apre con qualche problema non preventivato. A meno che questa mattina il Partito democratico non decida di fare un passo indietro evitando, in questo modo, pericolose frizioni in seno alla maggioranza chiamata ad amministrare la città.
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